Sicurezza
Fare tirocinio all’estero, 200mila euro per i giovani
Progetto affidato con una gara d’appalto a Cedit e Ial. Bando chiuso a gennaio Stanziamento della Provincia. L’assessore Parrini: «È un’esperienza innovativa»
MASSA. Più di duecentomila euro. È questa la cifra che la Provincia ha stanziato per un progetto pilota di “tirocini di orientamento e formazione in Italia e all’estero” per giovani laureati che vogliano potenziare le loro competenze in settori economici ad alto potenziale occupazionale.
Il progetto, affidato mediante gara d’appalto a Cedit e Ial – agenzie di formazione e orientamento aziendale – è stato presentato al Centro per l’impiego durante una conferenza stampa a cui ha partecipato anche l’assessore provinciale alla Formazione e al Lavoro, Raffaele Parrini. «È un’esperienza innovativa – commenta l’assessore Parrini – perché nessuna provincia italiana l’ha ancora provata. La mia speranza è che, ovviamente, poi i giovani formati mettano a disposizione le loro capacità qui nel territorio. È, quindi, anche un modo di investire per uscire dalla crisi economica che ci attanaglia». Il progetto è rivolto a 32 laureati, di età non superiore ai 32 anni, e consiste sostanzialmente di tre fasi.
La prima, della durata di massimo tre mesi, prevede un’accurata selezione in base a curriculum e potenzialità, un corso di lingua e un tirocinio in un’azienda del territorio. La seconda fase, di quattro mesi, prevede una formazione da parte delle agenzie accreditate estere più il tirocinio in un’azienda che abbia lo stesso profilo settoriale dell’azienda locale in cui è stato effettuato il primo stage. Quattro i paesi di destinazione previsti: Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna e Irlanda. La terza e ultima fase, di massimo tre mesi, vedrà la valutazione complessiva delle capacità acquisiste e un ulteriore tirocinio nelle stesse aziende della prima fase. In totale il progetto dura nove mesi per ogni laureato e prevede due edizioni: ieri è stato aperto il bando per i primi 16.
«A queste tre fasi – spiega Gianfranco Corrieri, direttore Cedit – se ne può aggiungere una quarta, per chi non fosse riuscito a trovare lavoro, di mobilità europea, vale a dire di ritorno all’esterno per un tirocinio retribuito 900 al mese, per sei mesi. È quindi un’esperienza di tirocinio molto articolata ed efficace, volta realmente ad inserire il giovane laureato nel mondo del lavoro». Le attività in cui si svolgerà il tirocinio saranno quelle ad alto potenziale occupazionale, proprio perché, come l’assessore Parrini ha dichiarato, questa deve essere un’opportunità non solo per trovare un impiego ai singoli laureati, ma per investire sul territorio aprendo sbocchi professionali. I giovani potranno quindi specializzarsi nel settore turistico, in quello ambientale, i servizi della persona e cooperazione sociale. Il primo bando chiuderà a fine gennaio e a metà febbraio inizieranno le selezioni per i primi 16 giovani laureati.
Melania Carnevali
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