Il dolore
«Rianimazione chiude, servizi garantiti»
Baratta e Biselli (Asl) escludono ferie forzate: domani si decide la tempistica delle manutenzioni, due posti letto per le urgenze
CARRARA. Le voci di una chiusura per alcune settimane della rianimazione del nostro ospedale, per lavori all’impianto antincendio, poi confermate, hanno sollevato preoccupazioni a livello sindacale: ai rappresentanti della funzione pubblica e sanità è arrivato un tam tam relativo a ferie obbligate per il personale. Rassicurazioni che tenderebbero ad escluderlo arrivano dai vertici sanitari. Ma da Cgil, Cisl e Uil, c’è una richiesta pressante all’Asl, di chiarezza.
L’Asl: lavori necessari. Il responsabile del dipartimento emergenza urgenza e di anestesia e rianimazione, dottor Baratta, spiega: «C’è la necessità di effettuare manutenzioni tecniche e le faremo con la garanzia della massima sicurezza per il reparto stesso e per la cittadinanza». Domani è previsto un incontro interno all’Asl. Baratta dichiara anche che la data del 20 dicembre, che secondo alcune fonti sarebbe quella dell’inizio della chiusura di rianimazione per circa 4 settimane, «non è certa. Sarà decisa con la direzione sanitaria. C’è l’urgenza delle manutenzioni, ma con tutti i crismi della salvaguardia del servizio ospedaliero. Inoltre non sappiamo ancora quante settimane di lavoro occorreranno, forse tre, forse meno. Ma è certo che metteremo in atto tutte le manovre necessarie a garantire l’attività dell’ospedale e la cittadinanza. Un’ipotesi è che per i casi urgenti possano essere messi a disposizione in altro reparto, un paio di letti». Si parla dell’Utic (cardiologia). «E per ora non si parla – aggiunge Baratta – di ferie forzate. Quando avremo un cronoprogramma ne daremo comunicazione ufficiale, con le massime garanzie».
Le preoccupazioni sindacali e dei cittadini, nascono dalla complessa vicenda della sanità locale, e dai molti interrogativi che in questi mesi, e anni, hanno circondato il destino dei reparti dell’ospedale carrarese (chiusure, accorpamenti, trasferimenti).
Per cui dubbi e sospetti sono all’ordine del giorno, come la richiesta di chiarezza che arriva no solo dai sindacati, ma anche dalla popolazione.
«Anni fa dissero che dovevano essere fatti lavori nelle sale operatorie di ginecologia e ostetricia – dice il presidente dell’Associazione “Frediani per la difesa dell’ospedale”, Renzo Giusti – e le sale non le hanno più riaperte». L’associazione è da tempo sul piede di guerra e si batte per salvaguardare nel miglior modo possibile l’ospedale cittadino.
A proposito della rianimazione dell’ospedale, il dottor Biselli, in qualità di responsabile del presidio, spiega: «Si sono guastati componenti del sistema anti incendito, per cui occorre liberare la rianimazione (con i 4 posti letto) per fare i lavori. Dobbiamo chiuderla, per 2 o 3 settimane. Lunedì in una riunione con Baratta e altri responsabili decideremo il percorso per avere a disposizione almeno due posti letto in altro reparto, per le urgenze. Da sempre, sotto Natale c’è un rilevante calo (fra ferie del personale e utenti che rinviano gli interventi non urgenti a dopo le feste) dell’attività chirurgica e quindi dal 17 dicembre fino ai primi di gennaio solitamente cala l’attività programmata, perciò la chiusura di rianimazione per le manutenzioni avverrà con i minori disagi possibili. Penso che potrebbe scattare dal 17-18 dicembre per 15 o 20 giorni. Non si parla al memento di ferie forzate, ma della possibilità di riutilizare il personale in altri settori. Dal punto di vista medico nulla cambia: le emergenze restano ovviamente coperte».
Il sindaco Angelo Zubbani: torno dalla De Lauretis per parlare del Pal. Il sindaco domani andrà dalla direttrice generale dell’Asl, De Lauretis, per rifare il punto sulla situaziaone del Pal. «Per quanto riguarda rianimazione, so che occorrono lavori che dureranno 15-20 giorni. Vanno fatti. Parlerò di questo con la De Lauretis ma anche di altre questioni, come il distretto socio sanitario di Avenza, le previsioni per il nostro ospedale, la faccenda dell’hospice che secondo l’Asl è baricentrico a Massa; il dipartimento della prevenzione che l’Asl vuole fare a Fossone al posto della residenza assistita, mentre a Monterosso ci andrebbe la Tep Tac. Intendo anche parlare del regolamento che riguarda la senologia e la cardiologia. Insomma, dopo chiarimenti, osservazioni, relazioni che ci sono arrivate sulla sanità a Carrara, – afferma Zubbani – qua bisogna concludere. Non intendiamo sfogliare il carciofo».(c.car.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
