Il Tirreno

Batosta da un milione sulle Terme

Batosta da un milione sulle Terme

Il Tar respinge il ricorso: la società deve pagare la maxi-cartella e restituire i contributi ricevuti con i patti territoriali

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EQUI. La società Terme di Equi deve pagare la maxi-cartella esattoriale da oltre un milione di euro. Lo ha ribadito il Tar, respingendo il ricorso delle Terme di Equi Spa, contro il Ministero dello Sviluppo Economico; contro Equitalia Cerit Spa di Massa-Carrara, e nei confronti di Mps Capital Services Banca per l'Impresa Spa e del Consorzio Zona Industriale Apuana. Erano vari gli obiettivi (tutti mancati) del ricorso, con cui le Terme intendevano annullare il decreto ministeriale dell'estate 2010 tramite il quale sono state revocate le agevolazioni concesse in via provvisoria alla società Terme di Equi nell'ambito del Patto territoriale "Massa Carrara", approvato nel gennaio 1999; ma anche la nota del marzo 2008 con la quale Mps Capital Services Banca per l'Impresa Spa, nella qualità di soggetto istruttore del patto territoriale, ha trasmesso la relazione finale di spesa con esito negativo; e ancora, le Terme volevano cancellare la nota del giugno 2008, con la quale il Ministero dello sviluppo economico ha provveduto alla costituzione in mora, per l'importo di 207.614,38 euro, della società Terme di Equi. Nel frattempo, è arrivata anche la cartella di pagamento, notificata il 2 maggio 2011 con la quale è stato richiesto il pagamento di euro 1.006.453,16 a seguito di decreto del Ministero dello sviluppo economico con cui si è disposta la revoca di contributo in conto impianti concesso alla Terme di Equi. Il ricorso voleva farla annullare, senza riuscirci.

La vicenda parte nel lontano 1999. Tredici anni fa il ministero concede alla G.a.t.t. s.p.a. (successivamente divenuta Terme di Equi s.p.a.) un contributo in conto impianti pari a 830.462,69 euro, destinato a coprire il 60% dei costi di un programma di ampliamento e ristrutturazione del complesso termale di Equi Terme; il soggetto responsabile dell'attuazione del programma era individuato nel Consorzio "Zona Industriale Apuana" e il soggetto istruttore nella Mps Capital Service Banca per l'impresa s.p.a. Dopo una serie di interventi della Guardia di Finanza e della Corte dei Conti, il Ministero dello Sviluppo economico, disponeva, con decreto 21 giugno 2010 la revoca del contributo concesso alla Terme di Equi s.p.a. e il recupero della somma (622.847,01 euro) già erogata; alla base del provvedimento, "varianti sostanziali al progetto d'investimento originario tali da rendere il programma non più organico e funzionale, e…(lo) scostamento in diminuzione dell'obiettivo occupazionale".

“Varianti sostanziali”: contributo revocato. I giudici spiegano che per quello che riguarda le "varianti sostanziali al progetto d'investimento originario tali da rendere il programma non più organico e funzionale", la relazione della Mps Capital Service Banca per l'impresa s.p.a. evidenzia “come la ricorrente abbia sostanzialmente scorporato l'attività alberghiera dalle altre attività previste nel programma di investimento, decidendo di affidarne la gestione a tre diversi gestori, succedutisi nel tempo (la Chira snc di Chiappino Tiziana e Randi Bruno, la soc. coop a r.l. Rpa Lunae e, da ultimo, la "I Tre Folletti di Crocetti Ilenia & C. snc"), ma accomunati da una scarsa o nulla capacità di gestione della struttura alberghiera". Il Tar è duro nei giudizi: "In particolare, limitando l'attenzione al solo anno 2006 (quello rilevante ai fini della revoca), deve rilevarsi come la gestione della struttura alberghiera fosse stata attribuita alla soc. coop a r.l. Rpa Lunae, per effetto della stipulazione di un contratto di affitto di ramo d'azienda, ma nella sostanziale assenza di un'autorizzazione espressa da parte del soggetto responsabile dell'attuazione del programma (il Consorzio "Zona Industriale Apuana"). La relazione 7 marzo 2008 della Mps Capital Service Banca per l'impresa s.p.a. - aggiunge il Tar - "conteneva un giudizio completamente negativo in ordine alla capacità di gestione alberghiera della soc. coop a r.l. Rpa Lunae”. Scriveva Mps: "La definitiva decisione di non concedere l'autorizzazione all'esternalizzazione della gestione della struttura alberghiera: da fonte Cerved risulta che sebbene la soc. coop a r.l. Rpa Lunae prevedesse nell'oggetto sociale (peraltro particolarmente ampio) la gestione di strutture alberghiere, non risulta, in base ai codici di attività sino ad allora attivati, che la stessa avesse precedentemente esercitato in concreto un'attività di questo tipo”. Insomma, si erano creati i presupposti, per questa esternalizzazione non autorizzata, di una decadenza automatica, o meglio, la revoca del contributo. In definitiva - dice il Tar - cedendo la gestione della struttura alberghiera a soggetto non in possesso dei requisiti indispensabili per la gestione (e non autorizzato dal soggetto gestore dell'intervento), la società ricorrente ha svuotato il programma delle "caratteristiche di organicità e funzionalità rilevate in sede istruttoria" che ne avevano determinato l'approvazione. Oltre a vedersi rigettato il ricorso, la società Terme di equi dovrà pagare anche 2mila euro di spese al Ministero dello sviluppo economico, a Mps Capital Service Banca e a Equitalia Cerit.(m.b.)

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