Il Tirreno

Arrivano le scoglierine: niente rischi per la Versilia

di Claudio Figaia
Arrivano le scoglierine: niente rischi per la Versilia

Saranno rottamati i geotubi riempiti di sabbia, adesso si prova con i massi Ma la barriera sarà in parte sommersa per evitare di spostare a sud il problema

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MASSA. Vanno in rottamazione, senza alcun rimpianto, i geotubi e al loro posto arrivano i massi. Ma le temute scogliere che potrebbero – questa è la preoccupazione dei balneari e degli amministratori della zona – trasferire il fenomeno dell’erosione in zone finora immuni dalla progressiva scomparsa della spiaggia, non ci saranno. La soluzione che si sta profilando – anzi è già in sostanza decisa anche se manca l’ufficialità – è un po’ diversa. Si tratta di una variante al progetto originario definita tecnicamente “non sostanziale” ma che in realtà dovrebbe cambiare molte cose. Vediamo come.

Che i geotubi, i maxi sacchi pieni di sabbia posati sul fondale di fronte alle spiagge non siano la soluzione adeguata per salvare il litorale apuano è ormai chiaro a tutti. I balneari lo avevano sostenuto da tempo, la Provincia, che gestisce i lavori a difesa della costa c’è arrivata un po’ più tardi. L’esperimento (perchè di progetto sperimentale si parla negli atti che danno il via libera agli interventi in difesa della costa apuana che costano complessivamente, lo ricordiamo, all’incirca 14 milioni di euro), è comunque dichiarato fallito: sia per grossi problemi di esecuzione dei lavori, sia perchè i sacconi non sono stati in grado, anche dove non sono stati portati via delle onde, strappati e arenati sulla spiaggia, una misura efficace. L’alternativa, ripetevano da tempo molti balneari, era il ricorso alle barriere, come nella parte più a nord della costa massese. Brutte, d’accordo – non è certo uno bello spettacolo vedere di fronte alla riva, invece che l’orizzonte del mare, una muraglia di sassi – ma abbastanza efficaci nel “salvare” la spiaggia. Ma anche questa soluzione è stata scartata, per almeno due motivi principali. Perchè rischiano di spostare l’erosione verso Cinquale e Forte dei Marmi e questo viene visto come una sciagura dagli operatori balneari e turistici di Montignoso e Versilia. E poi perchè la soluzione scogliere avrebbe comportato una radicale modifica del progetto approvato e finanziato, cosa che avrebbe richiesto tempi lunghissimi. E allora, dopo fari sopralluoghi e valutazioni, i tecnici della Provincia hanno messo a punto una variante “non sostanziale” al progetto che pare “salvare capre e cavoli”.

In sostanza la variante prevede questo: invece dei geotubi in tessuto da riempire con sabbia, verranno collocati massi, di marmo in prevalenza, che saranno disposti in senso trasversale rispetto alla linea di costa, così come previsto per i geotubi e con la stessa funzione, quella di trattenere la sabbia ed evitare che le mareggiate scavando il fondale vicino a riva si portino via anche gli ultimi lembi della spiaggia massese. Secondo quanto emerge dalla bozza del nuovo progetto, una parte di queste scogliere, in corrispondenza della riva, sarà, almeno nei punti più colpiti dall’erosione, in emersione. Poi le scogliere digraderanno a livello del pelo dell’acqua e nella parte terminale, quella più al largo saranno interamente sommersi. La variante riguarda costi e lavori che costituiscono meno del 20% dell’appalto e può quindi essere adottata in modo rapido, almeno dal punto di vista burocratico-amministrativo. L’intervento, che ha l’okay della Regione Toscana, comporterà una spesa aggiuntiva di circa un milione di euro. Che saranno erogati dalla Regione stessa. A mettere a punto la variante, che riguarderà il tratto di litorale di Ronchi Poveromo (il più colpito dal fenomeno dell’erosione) è stata invece la Provincia, con lo staff guidato dall’ingegner Stefano Michela.

La nuova speranza per i balneari e per buona parte del turismo apuano legato al mare è questa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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