Il Tirreno

«Giannetti? Sono felice che sia in galera»

di Manuela D'Angelo
«Giannetti? Sono felice che sia in galera»

Lo sfogo del governatore della Toscana Enrico Rossi dopo le nove ore di interrogatorio passate in Procura

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MASSA. Una giornata lunghissima, iniziata alle 9,30 di mattina davanti alla Procura di Massa Carrara e terminata dopo 9 ore di interrogatorio di garanzia per il Governatore della Toscana Enrico Rossi.

Il presidente è arrivato accompagnato dai suoi due legali per presentarsi davanti al procuratore Aldo Giubilaro e agli uomini della guardia di Finanza di Massa Carrara, che hanno seguito tutte le fasi dell'inchiesta sul maxi buco di bilancio alla Asl 1.

Alla fine, dopo nove ore, Rossi ha dichiarato alla stampa che non si dimetterà mai. «Perché dovrebbe farlo?- ha commentato all'uscita l'avvocato Gaetano Viciconte - Rossi rappresenta un orgoglio nazionale».

La posizione del Governatore è rimasta inalterata in tanti mesi: «Sono io che ho denunciato il falso in bilancio - dichiara anche dopo l'interrogatorio - ; se fossi stato compartecipe del falso in bilancio o degli altri reati emersi non lo avrei mai fatto».

Eppure dagli ultimi interrogatori di Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo della Asl 1, condannato per peculato a 5 anni e 6 mesi di reclusione, che sta scontando tutt'oggi, emergerebbe un coinvolgimento molto più grave di quanto il presidente Rossi dichiari.

È Giannetti a sottrarsi da alcune responsabilità e a chiamare in causa Rossi poco prima di essere condannato per aver sottratto soldi pubblici a scopi privati: «Quando si cerca la trasparenza e la correttezza in materia di gestione aziendale e di bilanci ci si fanno dei nemici - commenta Rossi riferito a Giannetti - ; non mi interessa se ce l'abbia con me. Io sono tranquillo perché l'ho denunciato. Lui ha fatto delle porcherie e io sono felice che oggi sia rinchiuso in galera».

Rossi dichiara anche di aver appreso dai giornali di essere stato intercettato da maggio a settembre del 2012.

L'inchiesta oggi arriva a 420 milioni di euro di buco di bilancio: una voragine che si è allargata a poco a poco, man mano che l’attuale direttore generale Maria Teresa De Lauretis verificava crediti vantati ma in realtà inesigibili. 60 milioni furono quelli denunciati alla Procura nel 2010 dal Governatore Rossi, nati dal passaggio dell’Usl ad Asl; due i filoni d'inchiesta: nel primo furono indagati Giannetti per peculato e i direttori generali pro tempore Alessandro Scarafuggi (2002-2007) e Antonio Delvino (2007-2010) per il reato di falso in atto pubblico; nel secondo filone finiscono sette persone che in qualche misura hanno avuto a che fare con la certificazione dei bilanci Asl1, tra cui il Governatore Rossi, la dirigente regionale Carla Donati e il consulente Niccolò Persiani.

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