Il Tirreno

«Cup trasferito in ospedale disagi per anziani e disabili»

Allarme del sindacato pensionati dello Spi Cgil e appello all’Unione dei Comuni della Lunigiana: in nome dei tagli saranno costretti a prendere il bus o andare a piedi al Sant’Antonio Abate

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PONTREMOLI. Grido di allarme sul servizio sanitario della Lunigiana: a lanciarlo è Lorenzo Lo Porto, segretario dello Spi-Cgil Pontremoli.

Il segretario Lo Porto interviene in merito al possibile trasferimento del Cup (Centro unico prenotazioni) e relativi servizi presso locali dell’ospedale Sant’Antonio Abate «con tutte le problematiche del caso» aggiunge Lo Porto.

«Come segretario di questo sindacato - esordisce Lo Porto - sono a scrivere questa lettera aperta a tutti i sindaci della Lunigiana, sia che facciano parte dell’Unione dei Comuni o meno, perché credo che ci siano alcuni problemi che debbono essere affrontati con una certa urgenza».

E qui il segretario dello Spi Cgil inizia a elencare i vari punti di interesse.

«Abbiamo notizie non ufficiali che, con molta probabilità, il Cup e i relativi servizi verrà spostato nei locali dell’ospedale di Pontremoli onde realizzare dei risparmi sia sul riscaldamento sia sulle pulizie. Stante l’autonomia della Asl1, voglio sperare che tale decisione sia stata presa in accordo con i sindaci lunigianesi, e che gli stessi si siano resi conto che tale spostamento comporta comunque mettere in essere un servizio di bus navetta che porti da Pontremoli all’ospedale e viceversa negli orari dei numerosi servizi spostati e la numerosa utenza che usufruisce degli stessi. Credo che sia impensabile andare a piedi da Pontremoli all’ospedale e tanti anziani non hanno l’auto oppure vengono a Pontremoli dalle frazioni, Zeri, Mulazzo ecc. con i bus».

Poi Lo Porto passa ai punti 2 e 3 della nota sindacale: Quale futuro concreto per l’ospedale di Pontremoli? Quale sanità per la Lunigiana? Quali servizi per gli anziani e i diversamente abili? E inoltre, abbiamo tutti letto sulla stampa locale i problemi inerenti la raccolta dei rifiuti da Pontremoli ad Aulla: quali soluzioni unitarie hanno prospettato i sindaci lunigianesi? Il porta a porta che diversi Comuni italiani adottano con soddisfazione per l’ambiente e risparmi per i cittadini è proprio improponibile? I sindaci lunigianesi hanno un piano comune per tale problema concreto? Una considerazione: gli abitanti della Lunigiana sono circa 50mila e cioè un quartiere di una città come Firenze, anche se con un territorio maggiore, rilevo che il sindaco di una città a una visione complessiva e adotta politiche coerenti, qui nello spazio di un quartiere abbiamo 13 sindaci 13 consigli comunali ecc., 13 politiche diverse».E la conclusione: «Ma ci rendiamo conto di ciò? Cari cittadini, mi chiedo se sarà possibile semplificare il tutto nell’interesse della popolazione».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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