Proteste
Accademia, da Caffaz grido d’allarme: il futuro è a rischio
Meno contributi, problemi economici, già tagliati i docenti a contratto (meno 40%) e i modelli (meno 100%)
CARRARA. Il presidente dell’Accademia di Belle Arti lancia l’allarme: o il territorio ci aiuta o potremmo essere costretti a rinunciare a qualche dipartimento.
La crisi economica e la “spendig review” rischiano di mietere un’altra vittima eccellente, un’istituzione della nostra città fondata niente meno che nel lontano 1757: si tratta, ovviamente, dell’Accademia di Belle Arti di Carrara il cui presidente, Simone Caffaz, è stato ricevuto dalla commissione Cultura del Comune, davanti alla quale ha tratteggiato un quadro a tinte fosche del futuro dell’istituto. I problemi, manco a dirlo, riguardano le risorse economiche: «Negli ultimi anni abbiamo avuto una netta diminuzione del bilancio a nostra disposizione, con una flessione che su alcune voci ha toccato il 60%», ha spiegato Caffaz, precisando che proprio a causa dei minori trasferimenti da parte del governo centrale e della provincia, si è visto costretto a “fare dei danni”. «Finora eravamo riusciti a ridurre i costi senza ricadute sull’utenza: quest’anno non ce l’abbiamo fatta e siamo stati costretti a tagliare. Il numero dei docenti a contratto è stato diminuito del 40 per cento, mentre quello dei modelli, una figura centrale per chi studia in Accademia, è stato ridotto del 100 per cento, ha raccontato ancora il presidente, lasciando intendere che le cose potrebbero anche peggiorare.
Caffaz ha infatti spiegato che per quanto questi interventi abbiano avuto ricadute sull’offerta formativa dell’Accademia, per ora il numero delle iscrizioni è rimasto stabile e anche per quest’anno accademico, dovrebbe restare sopra le 600 unità, in linea quindi con gli ultimi anni. «Siamo molto preoccupati per il prossimo anno, quando – se qualcosa non cambia – potremmo essere costretti a fare scelte pesanti, come rinunciare a un dipartimento, avviando di fatto lo smantellamento dell’intero istituto», ha detto senza tanti giri di parole il presidente dell’Accademia. Una situazione difficile che rischia di precludere il futuro di un istituto di prestigio, come confermano sia gli obiettivi a breve termine sia alcuni importanti risultati conseguiti di recente: dal recupero della gipsoteca all’imminente inaugurazione di un corso quinquennale di restauro del lapideo, che porterà gli studenti a lavorare proprio sui gessi di Canova e Tacca, passando per l’avvio della collaborazione con il Conservatorio di Genova, che dovrebbe portare all’attivazione di un nuovo master, Caffaz ha infatti sottolineato che dall’istituto di Palazzo del Principe non arrivano solo notizie negative, tutt’altro. «Francesca Montinaro, la nostra docente di Scenografia, quest’anno lavorerà al Festival di San Remo», ha detto il presidente, confermando come la squadra di docenti della sua Accademia sia di buon livello, con alcune punte di eccellenza in discipline come la scultura e le arti multimediali. Come evitare, dunque, di gettare al vento una risorsa così importante per la nostra città? La risposta, l’ha data lo stesso Caffaz chiedendo che l’Accademia torni a essere considerata a Carrara, un luogo di eccellenza, in grado di differenziare una “città mineraria da una città culturale”: «Le istituzioni, la politica e tutta la comunità si devono raccogliere intorno al nostro istituto e mobilitarsi in senso positivo», ha detto il presidente. Una “mobilitazione” che, ha spiegato Caffaz, passa attraverso decisioni molto concrete su cui, ha detto il presidente dell’Istituto, l’amministrazione carrarese è già stata sollecitata qualche tempo fa, con una missiva ad hoc indirizzata dallo stesso Caffaz al sindaco Zubbani: «Secondo la convenzione firmata con il Comune, l’Accademia si deve accollare le spese per la manutenzione straordinaria degli edifici in cui si svolge l’attività didattica: purtroppo noi non siamo più in grado di provvedervi e per questo chiediamo che venga cambiata la convenzione e che a finanziare questi interventi sia il municipio». Non solo, secondo il presidente dell’Accademia di Belle Arti, per evitare il ridimensionamento dell’istituto, anche alla luce dell’azzeramento delle Province e del passaggio di alcune competenze alla Regione, è indispensabile che il territorio «si presenti unito, per ottenere maggiori risultati»: un primo importante segnale in questa direzione, ha concluso Caffaz, potrebbe essere la presentazione in consiglio comunale di un Ordine del Giorno sull’Accademia, da inviare alla Regione magari con l’avallo dell’amministrazione provinciale.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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