La manifestazione
«Non posso far regali a mio figlio»
Simone racconta la sua storia: non ho soldi e mi vergogno tanto
MASSA. «Io mio figlio potrei vederlo quando voglio, ma non ce la faccio a presentarmi davanti a lui a mani vuote. Capisco che il bimbo pensa più all’affetto che ai regali, ma a me secca». Simone non ha ancora quaranta anni, una ex compagna e un bimbo di sette anni. Sia la mamma sia il giudice hanno stabilito che il minore può incontrare il genitore quando gli pare, basta che lo chieda. I rapporti tra la mamma e il papà sono ottimi. L’unica cosa che frena le visite è l’orgoglio del quarantenne: «Non posso non fare dei regali a mio figlio. Questa cosa mi distrugge moralmente. Quando vedo gli altri padri con i loro bimbi andare in giro per negozi mi si stringe il cuore. Purtroppo non lavoro, purtroppo faccio fatica perfino a mangiare tutti i giorni».
Verrebbe da pensare che Simone voglia del denaro, invece non è così: «Con i soldi si può fare poca strada, mi servirebbe un lavoro però nessuno vuole concedermi questa possibilità. Ho già tentato il suicidio una volta perché sono caduto in depressione, mi hanno salvato proprio per un pelo. Adesso non penso più a togliermi la vita, quella volta avrei fatto la sciocchezza più grande della mia vita. Datemi una possibilità, mettetemi alla prova e sono sicuro che saprò meritarmi l’occasione».
Simone in questi giorni si è dato un gran da fare per gli alluvionati e per aiutare le associazioni scese in strada per raccogliere le firme per l’iniziativa I luoghi del cuore organizzata dal Fai. «Tutti mi vogliono bene - conclude -, ma nessuno mi aiuta».
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