La manifestazione
Edilizia congelata dalla messa in sicurezza
Nel regolamento urbanistico no a nuove case nelle zone ad alto rischio idraulico Il sindaco Pucci: «La calamità inciderà parecchio sul piano dei primi cinque anni»
MASSA. L’alluvione impone il suo marchio anche sull’edilizia, sulle nuove costruzioni (6000 previste nei prossimi venti anni nel piano strutturale). E il nuovo regolamento urbanistico, quello che definisce nel dettagli zona per zona dove si può costruire e dove no, per intenderci, ne sarà pesantemente condizionato. L’amministrazione comunale, lo ribadisce il sindaco Roberto Pucci, «ha intenzione di adottare il nuovo regolamento entro il fine mandato». L’approvazione spetterà poi a chi vincerà le elezioni sempre che non decida di ripartire daccapo.
Ma cosa cambierà ? Pucci fa una premessa importante: «Il piano strutturale in approvazione è già calibrato da un punto di vista idraulico per le piene duecentennali. Come dire che il piano fotografa e cataloga il territorio anche da un punto di vista del rischio idraulico. E’ chiaro che in zone ad alto rischio non si può edificare, in altre il permesso a costruire è già vincolato a prescrizioni. La calamità che ci ha colpito non può certo essere ignorata e certamente ,visto che i regolamenti urbanistici hanno vita solo per cinque anni, il primo che andremo sarà pesantemente condizionato da questo evento. E le zone edificabili dovranno essere solo quelle sicure e quelle che in un tempo ragionevole diventeranno tali grazie ai lavori di messa in sicurezza programmati insieme alla Regione Toscana».
Edilizia congelata o certamente vincolata alla messa in sicurezza del territorio.
«I nostri progetti per le prime opere di messa in sicurezza, quelle concordate con la Regione, noi li abbiamo presentati. Spero che altri siano riusciti a rispettare questo impegno altrimenti credo che la Regione debba agire, dando per esempio a noi questi compiti», dice Pucci. Il riferimento chiaro è alla Provincia.
«Le opere di messa in sicurezza idraulica, a partire dal Ricortola, sono molto impegnative: partiremo dai ponti, che andranno rifatti e subito dopo si andrà alla ricalibratura dell’alveo e degli argini. Dove sarà possibile sarà raddoppiata l’ampiezza del letto del canale. Le case vicine? Secondo i tecnici ci sono i margini per non essere toccate», spiega il sindaco. Che aggiunge: «C’è poi la partita del Candia, dove verrà fatto un progetto globale la cui esecuzione sarà condivisa da pubblico e dai privati. Un fatto nuovo e importante».
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