Sicurezza
Crac Volpi, rinviata l’udienza preliminare
La pm Soffio vuole inviare le notifiche ad altre potenziali parti lese, la curatela diventa parte civile
CARRARA. Tutto rinviato per il crac dell’immobiliarista Giuseppe Volpi. Ieri era in programma l’udienza preliminare, all’esame la richiesta di rinvio a giudizio, per associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta, di nove indagati: oltre al costruttore, una serie di ex amministratori della galassia di società da lui costituite; due professionisti e un consulente. Il pubblico ministero Rossella Soffio, subentrata a Federico Manotti nell’inchiesta, a quanto è emerso non avrebbe notificato ad alcune delle potenziali parte offese l’avviso della fissazione dell’udienza preliminare; da qui la decisione di rinviare l’appuntamento al 31 gennaio. Nel frattempo, il commercialista Giorgio Dell’Amico, curatore fallimentare di alcune delle società che Volpi aveva messo in piedi, si è costituito parte civile a nome di tre di esse, fra le quali la holding Hlc.
Una vicenda complessa, con ramificazioni internazionali, quella che la procura apuana vuole portare a processo. Gli indagati, oltre al costruttore Giuseppe Volpi - che risulta irreperibile - sono gli ex amministratori o soci delle società Marina D'Aietti, Azzurra Menconi, Raffaele Ceci, Lucia Noia, Matteo Maormina; i professionisti Bruno Tavarelli, avvocato, e Stefano Della Santina, commercialista (coinvolti sulla base di alcune registrazioni audio effettuate dallo stesso Volpi) e il consulente italo svizzero Rudy Cereghetti.
La vicenda prende le mosse dal fallimento di un impero immobiliare milionario. Era il marzo del 2009 quando la procura diede un impulso decisivo procedendo con l'arresto del costruttore carrarese Giuseppe Volpi, oggi 49 anni, e di Monica D'Aietti. A Volpi viene addebitata la costituzione di un tourbillon di società, da Massa-Carrara a Milano, da Milano a Panama, Stati Uniti, Lussemburgo, un giro del mondo che, secondo gli investigatori, avrebbe avuto solo l'obiettivo di allontanare sempre più la proprietà dei beni, e tentare di sottrarli al fallimento. Le prime denunce risalgono alla primavera-estate del 2007. Raffaele Ceci, 50 anni, milanese di Rosate, gioielliere, era amministratore unico di Prestige Homes e di Le Chateau srl; la moglie di Raffaele Ceci è Lucia Noia. Azzurra Menconi, di Carrara, collaboratrice di Volpi era legale rappresentante di Olimpia Corp; Matteo Maormina, di Massa, era legale rappresentante di Gateway Future srl.
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