Il Tirreno

Tragedia sul lavoro padre di due figli muore schiacciato da un cancello

Tragedia sul lavoro padre di due figli muore schiacciato da un cancello

La vittima era alla Spezia per una ditta di Pallerone, l’infortunio alle 17,30 Aveva 42 anni, originario di Bigliolo ma da alcuni anni abitava a Villafranca

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VILLAFRANCA. E' morto stritolato dalla caduta di un cancello che lui stesso stava montando nell'area industriale della Spezia. Un manufatto molto pesante, che non ha lasciato scampo a Bruno Raddi, 42 anni, nativo di Aulla e residente a Villafranca, che stava lavorando alla sua installazione insieme a due colleghi. E proprio i colleghi sono stati i primi a tentare di soccorrere l'operaio 42enne, estraendolo con la forza della disperazione da sotto quei quintali di metallo per prestargli i primi soccorsi. Le condizioni dell'uomo sono subito apparse disperate ai militi della pubblica assistenza di Pitelli, la cui sede dista pochi chilometri da dove è avvenuto l'incidente, giunti sul posto con l'automedica delta 1, un'ambulanza e la scorta di alcune pattuglie della Polizia di stato. Disperati e infruttuosi i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari: mezz'ora di manovre per salvargli la vita, che non hanno purtroppo dato esito positivo. L'incidente è avvenuto attorno alle 17.30 su Via Melara nell'area che ospitava la fabbrica di elettrodomestici Sangiorgio e che ora è di proprietà dell'Asg Superconductors, gigante ligure dei magneti industriali di proprietà della famiglia Malacalza. Raddi, che aveva abitato a Bigliolo prima di sposarsi, lavorava per la ditta di serramenti "Graziano Torre" di Pallerone, che da pochi mesi aveva vinto un appalto per fornire l'impianto spezzino di finestrature a nastro in alluminio e policarbonato. Lascia una moglie, impiegata presso uno studio notarile di Aulla, e due figli gemelli di 3 anni, oltre a un fratello e ai genitori.

La notizia ha fatto rapidamente il giro di Spezia, a quell'ora tantissime persone transitano sulla strada che si snoda in mezzo alle industrie, a Villafranca, dove abitava e a Bigliolo, dov’era nato.

Sul posto anche il segretario provinciale della Cgil Lorenzo Cimino ed il sindaco della Spezia Massimo Federici. «Inconcepibile morire in questo modo, siamo affranti e ci stringiamo attorno alla famiglia del lavoratore - afferma Cimino - ma al contempo la nostra coscienza di cittadini e lavoratori si ribella di fronte a questa piaga delle morti bianche. Bisogna fare piena luce sulla dinamica dell'incidente; al contempo chiediamo che chi ha la responsabilità di fare rispettare le normative sulla sicurezza sui luoghi di lavoro lo faccia in modo inflessibile e che le sanzioni per le aziende che non le applicano correttamente siano erogate con altrettanta durezza». «Esprimo il più profondo dolore - ha dichiarato il sindaco Federici - per questa tragedia che ha spezzato la vita di un giovane lavoratore. La città della Spezia si stringe attorno alla moglie, ai figli, alla famiglia tutta e ai colleghi per esprimere loro vicinanza in questo momento così duro». Al momento si ipotizza che l'uomo non si sia neanche accorto della caduta del cancello, e quindi non abbia neanche fatto un tentativo per scansarsi mentre questo piombava al suolo.

Andrea Bonatti

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