Gioco
No a fughe in avanti: i sindacati stoppano i vertici camerali
Personale e Rsu compatti: prematuro puntare su Spezia meglio agire in modo concertato e con certezze normative
CARRARA. Il personale della Camera di Commercio di Massa-Carrara, dopo un’assemblea, invita i vertici a stoppare iniziative unilaterali di accorpamenti e fusioni, ma di avviare preliminarmente un confronto. In particolare i dipendenti, in una nota congiunta delle Rsu, manifesta la propria preoccupazione sul futuro dell’ente camerale «a seguito delle novità comunicate dal presidente della Camera alle organizzazioni sindacali provinciali ed alle Rsu camerali. Risulterebbe infatti, da indiscrezioni provenienti da Unioncamere, che circa 35 Camere di Commercio, fra cui la nostra, non rispetterebbero i criteri minimi necessari per garantirne la sopravvivenza; questo fatto andrebbe ad aggravare ulteriormente una situazione resa incerta dal disegno di legge di riordino del sistema camerale proposto al Ministero dalla stessa Unioncamere ed in discussione in queste settimane».
Fusione con Spezia? «Spinti da queste prospettive - si ricorda nella nota - il Presidente e l’Amministrazione camerale hanno pertanto avviato contatti per studiare una possibile fusione con la Camera di Commercio di La Spezia al fine di evitare, per entrambi gli enti, il probabile accorpamento con realtà camerali (Genova e presumibilmente Lucca) dal peso politico ed economico maggiore. Tale operazione, che punta ad evitare gli effetti derivanti da un eventuale riordino del sistema, sarebbe stata intrapresa, a dire del Presidente, principalmente per tutelare i lavoratori delle due Camere. Infatti, sempre secondo il Presidente, l’accorpamento con la Camera di La Spezia lascerebbe la situazione organizzativa delle due camere invariata, mentre l’accorpamento con la Camera di Lucca, sebbene determinerebbe un ente con dimensioni ben superiori al primo, ridurrebbe la nostra Camera ad un solo ufficio di rappresentanza con pochi dipendenti. Si sottolinea come nessuno degli scenari sopra menzionati derivi dall’analisi di studi di fattibilità o piani finanziari concreti ma sia, per stessa ammissione dei vertici camerali, frutto di deduzioni ed iniziativa personale». Certo - aggiungono - è difficile immaginare di poter ridurre i costi gestionali dovendo rapportarsi con due Regioni dalle normative differenti un po’ su tutto.
Nessuna certezza normativa. «La cosa che invece preoccupa - aggiungono il personale e i sindacati - è che la proposta avanzata dall’Amministrazione camerale ai sindacati ed alle Rsu non è supportata da alcuna certezza normativa o da una visione di governance dell’Ente e del territorio condivisa; ci troviamo di fronte ad un’iniziativa che appare prematura persino rispetto agli esiti del tavolo di lavoro istituzionale in corso a livello nazionale. Non solo. Ad oggi non risulta, così come logica avrebbe voluto, che l’Amministrazione camerale abbia contestualmente avviato un confronto con altre realtà camerali toscane, Lucca in primis, per verificare possibili sinergie ed ipotesi di accorpamenti. Tale posizione, così come evidenziato dalle stesse rappresentanze sindacali, rischia di escludere la nostra Camera da qualsiasi tavolo di confronto aperto sul riordino regionale del sistema camerale». Per questo i sindacati hanno bocciato il progetto presentato, «evidenziando problemi di governance politica e fattibilità giuridica ed organizzativa, soprattutto in una fase interlocutoria ed incerta come quella attuale. In ogni caso, di fronte alla paventata possibilità che la Camera, in un ipotetico accorpamento con la Camera di Lucca, rischi un fortissimo ridimensionamento è stato formalmente chiesto al Presidente ed alla Giunta, prima di assumere qualsiasi decisione o atto al riguardo, di aprire un tavolo di confronto nel territorio con il sistema istituzionale e delle imprese, predisponendo, contestualmente, piani industriali che consentano di valutare effettivamente cosa comporti per la Camera ed il personale (Azienda Speciale Isr compresa) l’eventuale accorpamento con qualsivoglia altra Camera, sia essa quella di La Spezia o Lucca». Perciò il personale «ha chiesto alla Giunta camerale la formale assunzione di atti da cui si evincano le motivazioni che stanno spingendo l’Amministrazione ad avviare progetti di accorpamento, a detta di molti prematuri, con determinati Enti camerali ed i criteri di scelta di una Camera rispetto ad altre. Si è inoltre chiesto che tale percorso, qualora effettivamente avviato, sia fin dal principio condiviso con le rappresentanze sindacali».
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