Il dolore
In aula fa freddo, a casa gli studenti del “Baracchini”
BAGNONE. Caldaia rotta, tutti a casa. Il “sogno” di molti studenti si è avverato ieri nell’istituto comprensivo Baracchini di Bagnone, dove gli alunni, circa duecento sono stati invitati a tornare...
BAGNONE. Caldaia rotta, tutti a casa. Il “sogno” di molti studenti si è avverato ieri nell’istituto comprensivo Baracchini di Bagnone, dove gli alunni, circa duecento sono stati invitati a tornare alle proprie abitazioni a causa delle aule troppo fredde. Il fatto ha però sollevato diverse polemiche, visto soprattutto che il plesso scolastico è di nuovissima realizzazione. «Si tratta di una struttura nuova e pensata con criteri antisismici e antincendio – ha spiegato il sindaco di Bagnone, Gianfranco Lazzeroni – Un guasto tecnico alle caldaie, però, è una cosa che può capitare. Anziché lasciare i ragazzi al freddo, ho perciò emesso un’ordinanza, per consentire loro di rientrare presso le proprie abitazioni. Il guasto dovrebbe essere risolto in giornata, almeno stando al sopralluogo che è stato fatto lunedì, quando è stato rilevato il problema». «Ho preso atto dell’ordinanza – ha ribadito la dirigente scolastica Lucia Baracchini – Mi sono, perciò, occupata di quello che è di mia competenza, ossia la tutela dei minori. Tecnicamente, non so quale sia il problema del riscaldamento, ma confermo che c’è stata l’ordinanza del sindaco per rimandare a casa i ragazzi e a questa mi sono attenuta». A sottolineare il disagio è Alberto Santini, consigliere di opposizione di “Lista Futuro”: «Può capitare che si guasti qualcosa – ha commentato – Ma è da lunedì che i bambini sono al freddo, in una scuola nuova. Già ci furono problemi lo scorso anno, in quella scuola: da capitolato, era prevista l’installazione di due caldaie, mentre inizialmente ne fu messa solo una. Consiglio, a questo punto, di metterne tre, così da scongiurare altri malfunzionamenti». Santini si meraviglia poi dei tempi di manutenzione: «Due giorni per sistemare una caldaia? Non è mica uno Shuttle. Ho sentito dire che gli operai devono venire da Firenze».
Resta però il problema di fondo di istituti nuovi e di nuova concezione che danno problemi: nelle scorse settimane avevamo scritto che la nuova scuola di Arpiola era stata chiusa per l’impianto di riscaldamento che aveva avuto una perdita (una valvola rotta); qui la caldaia, dopo un anno o poco più. Insomma, come dicono i responsabili i guasti sono sempre possibili, ma restano i disagi.
David De Filippi
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