Sicurezza
«Diffamò Pincione»: avviso di garanzia a Franzoni
CARRARA. Avviso di conclusioni indagini per l’ex candidato a sindaco di Fli, Nicola Franzoni: il reato ipotizzato è quelloo di diffamazione, nei confronti del presidente della Fondazione Cassa di...
CARRARA. Avviso di conclusioni indagini per l’ex candidato a sindaco di Fli, Nicola Franzoni: il reato ipotizzato è quelloo di diffamazione, nei confronti del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Alberto Pincione, dal quale Franzoni era stato denunciato dopo l’affissione dei volantini relativi alle minusvalenze potenziali milionarie della Fondazione stessa; i volantini - fa notare la pm Rossella Soffio - erano visibili anche su internet sul sito “iocambiocarrara.com”. Nell’avviso di conclusioni indagini (che vale anche come avviso di garanzia) è indicato che Franzoni avrebbe parlato di 147 milioni, in realtà nel volantino era scritto 14 milioni di euro. Ora Franzoni ha 20 giorni di tempo per chiedere di essere ascoltato o produrre memorie, dopo di che la pm deciderà se chiederne il proscioglimento o il rinvio a giudizio.
«Sembra quasi una beffa - commenta Franzoni - Alla procura abbiamo presentato decine di denunce: sul buco da 600 milioni di euro per mancati introiti dalle cave dal 1995; sul Pignone per l’iter dell’impianti; sull’area del Mediterraneo, e altre ancora; e paradossalmente mi trovo indagato io per un volantino. Siccome ho fiducia assoluta nella giustizia, mi auguro di essere rinviato a giudizio perché il problema della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara venga affrontato non tanto sulla diffamazione, ma perché emerga la verità sugli strani intrecci che legano i poteri forti alla politica nella città di Carrara; e, senza un diretto riferimento alla Fondazione, mi auguro che possano emergere in particolare i legami che in città esistono fra politica e massoneria». E aggiunge: «Fra l’altro, se quando abbiamo fatto il volantino il buco presumibile e potenziale era di 14 milioni di euro, oggi secondo me è lievitato. E’ perfettamente inutile iscrivere a bilancio il valore dei titoli in base a quanto sono stati pagati, bisogna dire la verità su quanto valgono oggi che il valore nominale di quei titoli è di molto inferiore, non ravvedo nessun reato di diffamazione nel registrare l’errore abnorme nell’averli acquistati e nel chiedere di nuovo oggi le dimissioni dei vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Quell’investimento in derivati è contrario alla natura delle Fondazioni, che non devono avere intenti speculativi e rischiare i soldi della collettività, e contrario allo statuto. Chiederò di essere ascoltato dal magistrato e siccoime le mie stesse cose le hanno dette i sindacati bancari, chiederò la dottoressa Soffio, di cui ho la massima fiducia, ascolti anche loro», conclude Nicola Franzoni.
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