La manifestazione
Da Tarsu a Tares: rischio stangata sulla tassa ritiuti
Gianfranceschi: imposta già aumentata l’anno scorso i nostri conti sono a posto, ma il governo può chiedere di più
MONTIGNOSO. Nessuna stangata per il 2013 in materia di tassa sui rifiuti, almeno questo è quello che auspica l'assessore al bilancio Raffaello Gianfranceschi. Il pericolo però c’è con il passaggio da Tersu a Tares, previsto per legge e obbligatorio dal primo gennaio prossimo, visto che il governo Monti non ha ancora comunicato ai comuni a quanto ammonterà la quota parte della tassa che le amministrazioni dovranno versare allo Stato. Il passaggio da Tarsu a Tares non sarà indolore per la stragrande maggioranza dei cittadini italiani, ma Montignoso aveva già fatto le sue mosse anticipando gli aumenti (nel 2012 la Tarsu era già stata aumentata del 5%), ma prevedendo di riuscire a trovare la copertura del costo di smaltimento e spazzamento interamente attraverso la tassa sui rifiuti, senza ricorrere ad altre voci di bilancio, per non dover incappare nel 2013 in nuove misure.
In pratica nel 2013, per legge, il 100% del costo di smaltimento rifiuto e raccolta, dovrà essere coperto dalla Tares e i comuni non potranno più attingere ad altre fonti di bilancio. Va da sé che la tassa dovrà adeguarsi al costo del rifiuto nella sua interezza, un “esperimento” che a Montignoso l'amministrazione ha già testato nel 2012. «Abbiamo trovato la quadratura – spiega Gianfranceschi – e quindi, se il governo non cambierà i parametri con cui calcola la quota parte che dobbiamo versare per la Tares, non ci dovrebbero essere cambiamenti per le tasche dei cittadini. Naturalmente se lo Stato mi chiederà il doppio di quanto mi chiese nel 2012, la Tares andrà aumentata».
Gli uffici stanno ancora facendo i conti, considerando anche che in materia di rifiuti il 2012 ha visto Montignoso sottoposto ad una durissima dieta dimagrante. Il 7% del risparmio sul conferimento in discarica dei rifiuti, avvenuto grazie al servizio porta a porta, presente sulla maggior parte del territorio comunale, non è servito quasi a nulla visto che il comune ha dovuto versare allo Stato in tre giorni, all'ultimo soffio, 131 mila euro, quota parte Tarsu e altre spese varie inerenti. Nonostante gli sforzi dell'amministrazione, inoltre, Cinquale abbassa la media della percentuale di raccolta differenziata del comune perché lì il servizio di porta a porta non è attivo: «Il porta a porta ti fa risparmiare a lunga scadenza – spiega Gianfranceschi – ma rappresenta un costo vivo sui bilanci dei comuni e noi nel 2012 non ce lo potevamo permettere". Ai cittadini non resta che sperare che lo Stato non cambi le carte in tavola visto anche che la Tarsu a Montignoso è sempre aumentata in 10 anni passando da 1,47 euro a metro quadrato a 2,21, in pratica 100 euro di tassa in più per chi ha un appartamento di circa 100 metri quadrati. Nel 2012 dalla Tarsu il comune ha incassato 2,2 milioni di euro.
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