Il Tirreno

Rugby Massa, una squadra con i baffi

Rugby Massa, una squadra con i baffi

I MagnaOrecchi hanno vinto a Siena, fatto una festa per raccogliere fondi e spalato il fango

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MASSA. Adriano Celentano direbbe che i ragazzi del Rugby Massa sono rock. E come dare torto al Molleggiato? I MagnaOrecchi hanno spalato il fango dell’alluvione, hanno organizzato un’iniziativa per prevenire il tumore alla prostata, partecipando con i colleghi di tutto il mondo al Movember party (lo scopo era quello di sensibilizzare le persone facendosi crescere soltanto i baffi e portarli per tutto il mese di novembre). E già che c’erano sono andati a Siena a vincere la partita con i bianconeri del Rugby 2000. Il risultato finale è stato di 8 a 14, con una meta finale che ha risolto il match.

Tornando al Movember party la festa è riuscita davvero bene: oltre ai giocatori, gli allenatori sono intervenuti i simpatizzanti, le fidanzate, le mogli. E tutto è stato immortalato con la macchina fotografica e postato nel profilo Facebook delle pecore nere. È venuto fuori un servizio di una settantina di scatti davvero divertenti. «Siamo stati in contatto con alcuni giocatori australiani che ci hanno chiesto di aderire a questa iniziativa mondiale. Lo abbiamo fatto molto volentieri - spiega Danilo Pizzelli, uno degli allenatori -. Ci siamo tagliati la barba e abbiamo curato i baffi. È stato divertente e la festa che abbiamo fatto il 29 novembre ci è riuscita davvero bene». La società ci ha autorizzati a pubblicare le fotografie.

Ma c’è l’aspetto più importante, quello della solidarietà verso le persone alluvionate. In un comunicato i ragazzi hanno voluto spiegare perché non bisogna sorprendersi per il gesto che hanno fatto: «Ci chiamate angeli del fango, ma noi col fango abbiamo un ottimo rapporto, è già perchè noi “nel fango ci muoviamo bene”. Abbiamo abbandonato la palla ovale per un giorno per dare quello che nel rugby si chiama sostegno ai nostri concittadini, a chi nel giro di una sola notte ha perso tutto, per colpa di quel fango che a noi piace».

E aggiungono: «È per questo che ci siamo sentiti di scendere in campo e giocare questa partita, noi che nel fango siamo abituati a confrontarci per scelta, noi che nel fango vinciamo e perdiamo, noi che nel fango abbiamo ingaggiato tante battaglie, perché noi siamo cosi. Per molti potremmo sembrare semplici energumeni che lottano per una palla ovale, ma quello che questo sport insegna è un rispetto che pochi conoscono e molti non conosceranno. E quando l’acqua si è fatta alta e il fango indomabile, tutti noi sapevamo che dovevamo esserci, che dovevamo dare sostegno senza pensarci un attimo».

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