Il Tirreno

Michele, 19 anni farà il pastore dietro alla Renella

di Manuela D'Angelo
Michele, 19 anni farà il pastore dietro alla Renella

«Allargo la stalla e voglio costruire un caseificio Ho 20 pecore ma penso ad un vero allevamento»

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MONTIGNOSO. Classe 1993, grandi occhi scuri e un sogno nel cassetto, fare il pastore. Ha 19 anni Michele Vallarino, cittadino di Montignoso e proprietario di 5000 metri quadrati di terreno, in località Renella, dove vorrebbe costruire una stalla per le sue pecore e un caseificio dove produrre latte e formaggio. Sembra una storia fuori dal tempo, ma ce la racconta nell'era della globalizzazione un giovanissimo ragazzo, diplomato all'alberghiero, cuoco stagionale in estate, legato alle tradizioni dei nonni, amante delle cose semplici, dei sapori genuini e soprattutto della pastorizia.

Il suo sogno di diventare proprietario di un caseificio potrebbe oggi realizzarsi, grazie al comune di Montignoso che sta appoggiando la sua manifestazione di interesse per l'espansione di attività produttive sul territorio, a cui servono varianti urbanistiche. Una piccola stalla, con 20 pecore, Michele già ce l'ha ma vorrebbe modernizzarla, ingrandirla e affiancarci un caseificio, da costruire ex novo, con una centralina del latte per la produzione di ricotta e formaggio di capra. Il suo obiettivo è quello di creare a Montignoso una 'stalla didattica' per le visite delle scolaresche e di gruppi organizzati, in cui insegnare ai più piccoli come nasce il formaggio dalla mungitura fino alla stagionatura. Vorrebbe anche che il suo formaggio raggiungesse un IGP, visto che pare sia uno dei più buoni della zona. Infatti Michele durante la settimana, con le sue 20 pecore, di razza massese nere come la pece, riesce a produrre per la famiglia e gli amici un chilo di formaggio e mezzo di ricotta, che vanno a ruba.

«Se solo avessi un allevamento più grande e la strumentazione adeguata- ci dice Michele - farei faville. Io sono nato per questo».

Nessuna villetta, nessun palazzo da affittare, nessuna voglia di cementificare. Michele vuole una fattoria e mentre racconta la sua storia gli brillano gli occhi: «Ero piccolissimo quando i fratelli dei miei nonni mi portavano a vedere i loro allevamenti di capre. Le guardavo e pensavo che un giorno le avrei volute anche io tante caprette per me. A 15 anni per il mio compleanno i miei genitori hanno fatto in modo che potessi avere le mie prime 4 pecorelle, dono di Federico Menchini, famoso pastore massese, diventato poi il mio maestro e oggi un mio secondo babbo. Quelle quattro pecore ce le ho ancora, sono le uniche che hanno un nome: Federica, Chicca, Orfanella e Federico, il maschio. E guai a chi me le tocca».

Dopo qualche anno il gregge di Michele è cresciuto fino a raggiungere anche 80 capi. Poi ci fu uno spiacevole episodio che a Michele fa tristezza ricordare, il massacro di decine di pecore nella stalla, e adesso la voglia di sfondare nel mondo della pastorizia. Per farlo servono 50 mila euro, la passione invece c'è già. Michele la mattina si sveglia alle 7, ogni giorno dell'anno e con qualsiasi tempo e temperatura ; raggiunge la piccola stalla e munge le pecore, gli dà da mangiare e poi le libera per il pascolo se non piove. Moro, il cane da lavoro, vigila che il gregge non si disperda, mentre il suo amico fraterno Andrea gli fa da aiutante, soprattutto con i cavalli: «Si ho anche tre cavalli di razza- spiega Michele- e infatti nel progetto della fattoria didattica sono inseriti anche loro. Mi piacerebbe metterli a disposizione della cittadinanza per galoppate al Lago di Porta o fino alla Fortezza, per far conoscere le bellezze di Montignoso anche ai turisti».

Il comune di Montignoso ha approvato il suo progetto e dato l'ok per la costruzione del caseificio. Michele ha da parte un piccolo capitale da investire, ma cerca il sostegno della Regione Toscana così attenta all'imprenditoria giovanile. Purtroppo c'è tanta concorrenza: «Non pensavo, ma ce ne sono tanti di giovani come me che vogliono dedicarsi all'agricoltura- conclude Michele_ e le ragazze mi passano avanti in graduatoria. Però sono certo che ce la farò».

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