Il Tirreno

«Liquidazioni, basta con le anticipazioni furbe»

di Alessandro Tabarrani
«Liquidazioni, basta con le anticipazioni furbe»

Un gruppo di commercianti chiede controlli più stretti al Comune «Si fingono ristrutturazioni dei locali per attirare clienti con sconti fuori regola»

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MASSA. «Vigilare prima dell’apertura dei saldi per evitare comportamenti scorretti e quindi una concorrenza sleale».

E’ la richiesta di un gruppo di commercianti della galleria Leonardo Da Vinci a poco più di un mese dall’apertura dei saldi prevista con l’arrivo dell’epifania.

«Ogni anno – dicono i commercianti – anche a Massa si verificano comportamenti scorretti da parte di alcuni commercianti che iniziano ben prima dei saldi a vendere la merce a sconto, proprio come sta avvenendo da qualche giorno a questa parte. In realtà, per fare ciò bisognerebbe seguire un apposito regolamento creato giustappunto per le vendite di liquidazione, che, in particolare, possono essere effettuate in caso di cessazione dell’attività commerciale o per il rinnovo di almeno l’ottanta per cento dei locali, il tutto previsto dall’articolo novantadue del regolamento, altrimenti le vendite di liquidazione devono cessare un mese prima dell’apertura dei saldi. Proprio questo punto è fondamentale: chi decide di fare le vendite di liquidazione deve cessarle un mese prima dei saldi se non intende rinnovare il locale o chiudere l’attività»,

E invece, sovente il regolamento non viene rispettato, ci sono piccole furbizie.

«Nella maggioranza dei casi – proseguono i commercianti della Galleria Leonardo da Vinci – le liquidazioni partono e proseguono senza che ci sia l’effettivo rinnovo della quasi totalità del locale, rinnovo che viene furbescamente nascosto solo con dei piccoli interventi come la riverniciatura delle pareti e quant’altro. Così vengono penalizzati i commercianti che seguono il regolamento. Con questo non vogliamo dire che i saldi o le vendite di liquidazione sono sbagliate, anzi, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, gli sconti sono una possibilità in più per chi si trova in difficoltà nel comprare oltre lo stretto necessario, tuttavia non devono essere aggirate le regole. Per questo motivo chiediamo un controllo accurato da parte dell’amministrazione comunale che eviti comportamenti scorretti che non fanno altro che danneggiare la concorrenza. Difatti – conclude il gruppo di negozianti – alla fine si tratta di concorrenza sleale per non parlare di vera e propria frode. Ironicamente, viene da pensare che nonostante la crisi il settore edile riesca comunque a tenere botta con tutti questi lavori di ristrutturazione completa che ogni anno vengono effettuati in diversi negozi. Scherzi a parte è arrivato il momento di tutelare chi svolge il proprio lavoro seguendo il regolamento e comportandosi in modo corretto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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