Il Tirreno

Ditta trasporti a rischio chiusura

Lo sfogo del titolare: in fumo il lavoro di una vita per colpa dei collegamenti in tilt

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FIVIZZANO. A 24 giorni dal crollo del ponte di Serricciolo, si fanno duramente sentire i contraccolpi legati alla mancanza di una viabilità adeguata e veloce tra i territori di Fivizzano, Casola, la Garfagnana e la montagna Reggiana con la sua località sciistica di Cerreto Laghi e la bassa Lunigiana con la costa apuana e ligure. Non solo le aziende legate al trasporto dei mezzi pesanti, che da 24 giorni sono preclusi al traffico tra Aulla e Fivizzano, stanno subendo gravi ripercussioni economiche, ma un po’ tutti sono penalizzati da questa situazione: dal pendolare al commerciante, cosi come che è legato al turismo invernale.

Tra coloro che stanno pagando dall'essere tagliati fuori dal traffico e di conseguenza dagli affari c'è Gino Ricci, 65 anni, autotrasportatore in proprio. «Ho iniziato negli anni Sessanta quando avevo ancora i pantaloni corti, con mio padre. D'estate facevamo la campagna delle bietole, trasportandole agli zuccherifici del Polesine e l'inverno caricando tronchi di castagno da Bardine di San Terenzo, dove risiedo, fino a Lucca. E’ dal 1985 che lavoro per conto delle cartiere della Valle del Lucido, ho un parco macchine di 4 camion-rimorchio e dò occupazione a tre dipendenti oltre a me. E' bastata un'ondata di piena e adesso sto rischiando di perdere il lavoro di una vita».

L'autotrasportatore racconta le ripercussioni che ha subìto con il crollo del ponte «prima caricavamo in cartiera la notte 300 quintali di carta semilavorata per ogni camion e presa l'autostrada ad Aulla, raggiungevamo in tempi rapidi Lucca dove facevamo la consegna della merce, quindi tappa al porto di Livorno per caricare 420 quintali di cellulosa che portavamo di ritorno alle cartiere della nostra zona nell'arco della giornata e in regola con le normative riguardo il peso trasportato. Adesso non possiamo giungere in nessun modo ad Aulla resta la statale per i Carpinelli, via Garfagnana,ma significa distanze, tempi e costi improponibili. Occorre si faccia presto a ripristinare la strada statale interrotta a Serricciolo perché la nostra zona di per sé già povera quanto ancora potrà permettersi d'attendere prima di rischiare il fallimento totale».

Marco Landini

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