Il dolore
Cna: quella legna è un tesoro energetico
L’associazione artigiana rilancia l’idea di Buffoni di una centrale a biomasse per il “lavarone”
MONTIGNOSO. Ma i tronchi che ad ogni mareggiata invadono la costa apuana da Marina di Carrara al Cinquale, sono utilizzabili per fare legna? Per l’Arpat, Testo unico sull’ambiente (decreto 152 del 2006) alla mano, si tratta di rifiuti urbani (non speciali) e come tali vanno trattati. Cioè, dovrebbe essere l’azienda di raccolta (Asmiu, Amia ecc.) a provvedere a portarli in discarica. Cosa che comporta costi aggiuntivi non da poco. E che sotto un certo punto di vista costituisce uno spreco: legna buona da ardere che finisce in discarica, alla faccia del riciclo.
Per questo il sindaco Narciso Buffoni ha lanciato un’idea-provocazione: “Usatela per i vostri camini”, ha detto in sostanza ai montignosini. E l’idea è piaciuta anche a Cna. L’associazione degli artigiani aveva già in precedenza proposto di utilizzare la grande quantità di legname presente nei boschi per produrre energia rinnovabile attraverso piccole centrali a biomasse in grado di alimentare un numero definito di edifici pubblici sfruttando l’abbondanza di legname offerto spontaneamente dai nostri boschi. Non solo. Le sponde di rive e fiumi, torrenti e canali, ma anche le spiagge della costa così come accaduto in queste settimane di maltempo, sono veri giacimenti energetici per nulla sfruttati. Il legname, una volta trasformato in “cippato”, potrebbe trasformarsi in una ricchezza incredibile, pulita ed efficiente.
«Quella del sindaco Buffoni è una intuizione giusta – dice Manuela Paladini, coordinatrice provinciale impiantisti Cna – da quel materiale possiamo ricavare energia rinnovabile. Il legno, i rovi, il fogliame che dalle sponde dei fiumi viene portato sulla spiaggia può essere tramutato in un’opportunità economica per il territorio oltre che diventare una evidente occasione per incrementare il livello di manutenzione di boschi e canali».
L’esempio da seguire, secondio Cna, è quello del Comune di Tavernelle Val di Pesa che ha fatto di un fiume pericoloso in una risorsa. Il progetto a cui fa riferimento è quello attivato grazie alla collaborazione tra Consorzio di Bonifica Toscana Centrale, il Comune di Tavernelle e la Regione: le scuole e le palestre della scuola Don Milani sono riscaldate attraverso il legname prelevato dal fiume Pesa in un impianto ad alto rendimento energetico. L’impianto è stato, tra l’altro, realizzato da un’azienda apuana che porta in dote notevole esperienza in questo settore. «La centrale termica a biomasse – spiega la Paladini – consente di produrre acqua calda per il riscaldamento e per gli usi domestici abbattendo i costi energetici. Una soluzione ottimale a regime che porta solo benefici». Per Cna la proposta del primo cittadino di Montignoso non è dunque una boutade: «Noi siamo disposti a ragionarci, possiamo tradurre un elemento di criticità e di difficoltà in un elemento di prospettive».
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