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la giovane era alla guida

Botte alla fidanzata dopo l’incidente stradale

Botte alla fidanzata dopo l’incidente stradale

CARRARA. In auto insieme, mentre lei era alla guida, fecero un incidente, in autostrada. Dopo lo scontro - stando a quanto sostiene la ragazza, che si è costituita parte civile (assistita dall’avvocat...

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CARRARA. In auto insieme, mentre lei era alla guida, fecero un incidente, in autostrada. Dopo lo scontro - stando a quanto sostiene la ragazza, che si è costituita parte civile (assistita dall’avvocato Giammarco Rava) e ha denunciato il fidanzato - lui l’avrebbe picchiata a sangue. Quasi sfigurandole il volto.

Ieri in tribunale, davanti al giudice Cosimo Maria Ferri, si è aperto il processo a carico dell’allora fidanzato della ragazza, assistito dall’avvocato Morescalchi del foro di Lucca. Sul banco dei testimoni sono sfilati i medici, fra questi quello del Pronto soccorso, che fece il referto alla ragazza, il 2 maggio di due anni fa, e quello di famiglia, che ha visitata la giovane una volta dimessa dall’ospedale dove è stata ricoverata nel reparto di neurologia, per un trauma cranico riportato a seguito delle lesioni subite.

Il medico del Pronto soccorso ricordava benissimo il caos della ragazza. Gli sono state mostrare le foto del momento del ricovero, con il volto tumefatto e tutte e due gli occhi neri. «La giovane- ha riferito il dottore - raccontò, ed è stato scritto anche nel referto, che dopo l’incidente stradale aveva subito delle percosse dall’uomo che era con lei».

E al medico è stata mostra dal pubblico ministero Rapelli, anche la foto della macchina incidentata. «Il colpo è dalla parte del passeggero, la ragazza ha dichiarato di essere alla guida al momento dello scontro».

E alla domanda diretta del pm: «Le lesioni della donna sono riconducibili all’incidente?» il medico del Pronto soccorso ha risposto: «No, ma piuttosto alle percosse».

È stata poi la volta del dottore di famiglia: «Conosco questa ragazza ancora prima che nascesse, sono stato il medico dei genitori. Dopo un mese dal ricovero l’ho trovata ancora sotto choc, assente. Da quello che ho potuto constatare le lesioni patite sono riconducibili alle percosse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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