Attenzione
Bagni, proroga solo di 5 anni
Governo battuto in commissione ma non è passata la linea dei 30 anni
CARRARA. La commissione Industria del Senato ha approvato all'unanimità, contro il parere negativo del Governo, l'emendamento che proroga di 5 anni le concessioni demaniali balneari. Ovvero fino al 2020. C’è stata battaglia visto che un emendamento di Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), prevedeva che le concessioni demaniali balneari fossero prorogate sino al 2045. La commissione Bilancio del Senato ha bocciato la modifica, dando invece il via libera condizionato a una proroga di 5 anni, sino al 2020, piu' compatibile con quello che potrebbe essere il frutto della mediazione del Governo con la Commissione europea che pretende invece l'indizione di un'asta. Si attende ora il maxiemendamento sul quale l'esecutivo porrà la fiducia per sapere se, visto il parere contrario espresso dal Governo, conterrà comunque la modifica votata.
Per l’Anci, l’associazione dei comuni italiani, la proroga di 5 anni delle concessioni balneari «è un fatto positivo, ma deve cambiare l'impostazione della direttiva Bolkeistein, o 2020 o 2045 non va bene, perchè comporterebbe un senso di precarietà notevole per gli investitori e poi perchè sarebbe un modo per svendere il nostro patrimonio marittimo».
«Cinque anni di proroga non sono sufficienti per rilanciare gli investimenti e garantire l'occupazione. E' un provvedimento inadeguato per tutelare 30mila piccole e medie imprese del turismo balneare, per un sistema turistico costiero unico in Europa». E' il commento di Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di Cna Balneatori in merito al voto della Commissione industria del Senato sul dl Sviluppo.
«Nessuna contrarietà è stata espressa dall'Ue riguardo al provvedimento proposto dal governo spagnolo che prevede addirittura una proroga di 75 anni», dice Tomei.
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