Il Tirreno

«Ormai andiamo a dormire con la paura»

«Ormai andiamo a dormire con la paura»

Le storie di chi è stato allagato e ha difficoltà a tornare alla normalità: «Ai primi lampi, tremiamo»

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CARRARA. C’è paura, ma non rassegnazione nelle parole di molti cittadini colpiti dai due nubifragi dell’ultimo mese. Il segno lasciato dall’alluvione ha colpito nei beni materiali, ma anche e soprattutto nell’emotività: è bastato il breve temporale di domenica sera per far riaffiorare il forte timore di nuovi allagamenti. «In 15 giorni ci sono stati due allagamenti – ricorda Barbara Gerbi, residente in via Campo d’Appio – Durante il secondo, il Comune mi ha mandato degli aiuti, ma sarò costretta a fare lo sciopero della fame per farmi ascoltare. Voglio essere risarcita, perché sono stanca nel vedere lo scaricabarile delle responsabilità. Mi rivolgo al sindaco nel chiedergli ascolto, affinché mi riparino l’impianto di riscaldamento a spese del Comune. Sono esasperata, fisicamente e moralmente e ora sono rimasta al freddo». Tra via Ilice, via del Bravo e via Provinciale, Nazzano presenta ancora i segni di quanto accaduto, mentre migliore è la situazione in via dei Ferrovieri, dove la residente Laura Venturi spera in un rapido intervento: «Sono venute le ruspe e hanno pulito. E’ rimasto del fango, ma non ci lamentiamo. Purtroppo è rimasta la sponda bassa del Carrione e se piovesse di più saremmo da capo. Abbiamo paura di poter tornare nel fango con una nuova esondazione». «Siamo riusciti a normalizzare la situazione – raccontato Marco Bruschi, da via Argine Destro, che prosegue - Il problema qual è? Che non dormiamo più al pensiero che possa ripiovere. Abbiamo raccolto 500 firme per chiedere una fognatura. Domenica sera al primo tuono eravamo di nuovo preoccupati. Spero che il Comune di Carrara faccia un’ordinanza come ha fatto il comune di Massa, per la sistemazione dei canali. Economicamente e psicologicamente non saremmo pronti a dover sostenere una nuova inondazione». «Da me non si è ancora visto nessuno – specifica Serena Marchetti, che abita a Pontecimato, proprio a ridosso di un’ansa del Carrione – E’ passata una settimana, ma non ho avuto sopralluoghi per vedere come risolvere nel punto in cui l’acqua può tornarmi in casa. Una beffa è stata l’arrivo della bolletta della Comunità montana. E’ brutto dirlo, ma vivo nell’angoscia. Anche domenica sera, quando si vedevano i lampi sul mare, ho avuto di nuovo davanti le immagini del nubifragio dei giorni scorsi. Viviamo nella paura di andare a dormire; abbiamo bisogno di aiuto».

David De Filippi

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