Il Tirreno

Leonardi: così l’Asl affossa le competenze

Leonardi: così l’Asl affossa le competenze

«Day surgery e radiologia penalizzate. Si fanno tagli ma si danno consulenze a medici in pensione»

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MASSA. Ancora un intervento dell’assessore alla Salute Franca Leonardi di forte critica al piano di riorganizzazione della sanità apuana messo a punto dall?Asl. La Leonardi, che era una “del mestiere” (è stata primario dell’emergenza urgenza) trova nella delibera della dg Teresa De Lauretis alcune “perle” di cio che (a suo) avviso non dovrebbe essere fatto.

«Mentre il regolamento, inviato alle Regioni dal ministro Balduzzi per predisporre modelli organizzazione che premiano anche il merito e l’adeguatezza delle prestazioni, la direzione Asl inverte la rotta e annulla anche quanto è da tempo operativo nelle strutture ospedaliere della zona di costa».

Il ministro, prosegue la dottoressa Leonardi «indica che il 25% dei posti letto deve essere destinato al Day-surgery ( ricoveri di un giorno). La direzione non solo si dimentica che questa attività viene da anni praticata negli ospedali buoni risultati (e con gradimento da parte dei cittadini) e, invece di incentivarla, non la considera degna di nomina nel dipartimento chirurgico».

Ancora: «Del dipartimento Emergenza/Urgenza non pare far parte la Radiologia che nell’ospedale nuovo risulta essere struttura incorporata nel pronto soccorso: se si vuole che gli operatori mettano a punto percorsi diagnostici appropriati e condivisi, è buona prassi farli lavorare in team già da ora: non solo si risparmia ma, anche per osmosi, la cultura si diffonde fra gli operatori».

L’assessore contesta poi che nella delibera Asl non vi sia menzione dell’attività diagnostica presente «da illo tempore» all'interno della Medicina Nucleare finalizzata prevalentemente alla patologia della tiroide con medici che fanno attività di consulenza presso altre Asl.

Insomma, secondo la Leonardi «c’è da chiedere quale sanità mortificante per i suoi professionisti questa direzione voglia perseguire e quali servizi poi tagliare ai cittadini quando i professionisti saranno emigrati verso altre strutture pubbliche o private». Almeno, aggiunge ancora, i tanto criticati baroni di 40 anni fa, «accentratori ma lungimiranti, hanno stimolato i propri collaboratori al miglioramento professionale e hanno così gettato le basi di specializzazioni che oggi si sono trasformate in strutture complesse che hanno svolto e svolgono un ottimo lavoro (oncologia, medicina nucleare, nefrologia, radiologia interventistica ecc.)»

Infine, due domande: «Se è il pareggio di bilancio che si deve perseguire a tutti i costi, visto l'enorme "buco" accumulato, perchè fare contratti libero professionali a personale collocato a riposo ovvero creare una struttura semplice dipartimentale sempre nel solito staff unificato aziendale per i percorsi assistenziali? Ma che cosa ci stanno a fare il direttore sanitario aziendale, il direttore di presidio, il direttore del dipartimento Infermieristico, il direttore del dipartimento dhirurgico? I percorsi assistenziali non sono di loro specifica competenza?»

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