Sicurezza
Bersani cresce e ri-vince: 60% L’affluenza è calata di nove punti
Il ballottaggio non cambia i risultati del primo turno. Gian Luca BrizzI: «Sosterremo il vincitore» Cesare Ugolotti conferma la linea: «E adesso avanti tutta con le primarie locali di coalizione»
MASSA CARRARA. Affluenza in calo vistoso: da 15.439 a 13.758 votanti, attorno al 9%, ma crescita altrettanto vistosa – e prevista – dei consensi a Pierluigi Bersani. Il segretario Pd fa qui sotto le Apuane il pieno dei voti e vince con una percentuale vicina al 60%. Ancora in controtendenza rispetto alla Toscana, ma in perfetta linea con il dato che si profila a livello nazionale. La conta dei voti dice che Bersani sono andati molti dei voti di Sinistra Ecologia e Libertà, ma non tutti; mentre Renzi ha in sostanza confermato (dal punto di vista numerico)i consensi raccolti al primo turno.
Per Cesare Ugolotti, segretario del Pd massese, il voto del ballottaggio e la buona affluenza alle urne («il calo del 10% circa è fisiologico», sostiene) confermano la linea adottata, ovvero «avanti tutta con le primarie di coalizione del centrosinistra anche per la scelta del candidato a sindaco di Massa. Presto riuniremo l’assemblea del partito per cercare l’avallo a quanto deciso. Le regole? Basta guardare cosa dice il nostro statuto in merito alla candidature e alle firme necessarie. Ci saranno poi anche regole di coalizione da decidere assieme. Di certo il Pd avrà il suo candidato». Una lettura in chiave locale, dunque, del risultato delle primarie. E i renziani? «Non vedo il problema –dice ancora Ugolotti –. Queste primarie, il successo di partecipazione, il messaggio positivo alla nazione, sono una vittoria del partito nel suo insieme. Finita la competizione si lavora tutti sotto lo stesso tetto e mi auguro con la stessa voglia di fare che ha contraddistinto questa nostra tornata elettorale. Qui a Massa dobbiamo ora rimetterci in moto per il tavolo del centrosinistra, fissare la data delle primarie ma anche raggiungere un accordo chiaro sul programma». Si parla di possibili primarie di coalizione il 13 e 20 gennaio? «Date possibili, appunto, ma da definire insieme», spiega il segretario del Pd massese.
Dall’altra parte Gianluca Brizzi, assessore provinciale del Pd e sostenitore di Renzi dice: «Il risultato mi pare in linea con quanto successo nel resto d’Italia. C’è un calo dell’affluenza, Renzi conferma tutti i suoi sostenitori, Bersani cresce in percentuale ma non raccoglie tutti i voti che nel primo turno erano andati agli altri candidati. Siamo comunque soddisfatti di questo risultato: quasi l’intera federazione del Pd, tutto il Sel o quasi, tutti o quasi i dirigenti del partito erano con Bersani, e anche questo ha influito». Da oggi, comunque, assicura Brizzi, «lavoreremo tutti a sostegno di Bersani, il leader del centrosinistra è lui».A spulciare i dati locali, emerge almeno un caso eclatante. Quello del seggio di Monzone, finito nella bufera (vedi articolo a fianco) per la vicenda dei cedolini trattenuti. Ebbene, qui, al primo turno Bersani aveva preso 505 voti; Renzi 68 (su un totale di 606 voti). Ieri, al ballottaggio, il risultato è stato ben diverso: Bersani è sceso a 285, mentre Renzi è “esploso” a 135, il 100% in più (su 422 votanti). Un dato destinato a far discutere. Il renziano Brizzi, però, non accende polemiche: «Preferisco non commentare», dice.Fedeli alla linea, invece, al seggio di Antona, dove Bersani ottiene l’83,7% dei consensi. Sempre a Massa, da segnalare che anche quei seggi, Ronchi, Marina, Partaccia e San Carlo in cui al primo turno aveva prevalso Renzi, hanno dato la vittoria a Bersani.E in provincia Renzi prevale in soli due seggi: Ceserano e Cinquale.(C.F.)
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