Trasporti
«O risarcimenti o niente tasse»
Esplode l’esasperazione degli abitanti di via Campo d’Appio «Un metro di fango in casa, mi è saltata anche la caldaia»
AVENZA. «Non pagheremo più le tasse finchè il Comune non ci risarcirà di tutto quello che abbiamo perduto con l’alluvione». Sono le parole di Barbara Gerbi, che si è fatta portavoce di un gruppo di famiglie che abitano ad Avenza, in quel tratto di via Campo d’Appio che collega viale XX Settembre all’Asl e al complesso della scuola media Leonardo da Vinci.
Quel breve tratto di strada è vittima da sempre di allagamenti, perché, essendo in lieve pendenza, raccoglie l’acqua piovana del viale, anche quando ci sono piogge normali. Il nubifragio di qualche giorno fa ha prodotto effetti devastanti.
«In casa mia è esplosa la caldaia a pellet – racconta la signora Gerbi – Mi sono ritrovata di botto senza riscaldamento, perché il metro di fango che m’è entrato in casa ha fatto scoppiare anche i tubi dell’impianto idraulico. Nonostante avessi chiesto aiuto, nessuna istituzione s’è fatta viva. Né la protezione civile. Tant’è che la strada è ancora invasa dal fango. Quello che non c’è più, è perché ce lo siamo tolti da soli».
L’esasperazione delle persone di quel quartiere è tangibile: non è facile convivere con il non sapere come uscire di casa, ogni volta che piove un po’ più intensamente. «Nessuno ha messo mano alla manutenzione delle fogne, alle griglie, alla strada – prosegue Barbara Gerbi – Ci coalizzeremo per non pagare più le tasse, l’immondizia, la manutenzione dei fiumi e fossi, almeno fin quando non saremo stati risarciti. E’ nostra intenzione sporgere denuncia alla procura della repubblica. Anche la protezione civile non si è fatta viva. Sono stata da loro a chiedere dei sacchi, ma non me li hanno dati, promettendo che sarebbero passati. Dalle ville ci sono andati, ma da noi no. Io posso solo ringraziare l’ingegner Marrani del Comune, che se non altro ci offre ascolto. Farebbero meglio a fare qualche “Convivere” di meno e investire quelle centinaia di migliaia di euro nel fare una rete fognaria funzionante, una volta per tutte». Già nel 2003 quella zona venne colpita duramente: «Nonostante fossimo stati indicati come aventi diritto a un rimborso – ha concluso la signora Gerbi – non s’è mai visto un centesimo. Adesso siamo da capo. Siamo sul piede di guerra e chiediamo al Comune che venga subito a porre la zona in sicurezza una volta per tutte. Siamo esasperati e non ce la facciamo più, né fisicamente, né psicologicamente e se succederà qualcosa a me o a mio marito chiederò ulteriori danni fisici e morali».
David De Filippi
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