Il Tirreno

Le imprese alluvionate: sospendeteci le tasse

Le imprese alluvionate: sospendeteci le tasse

Cna e Confcommercio annunciano: aziende pronte alla disobbedienza fiscale «O paghiamo le imposte o paghiamo i danni, subi to lo stato di calamità»

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MASSA. «I soldi sono finiti. Le imprese non saranno più in grado di pagare nè contributi, nè tutte quelle imposte dirette ed indirette che sempre hanno versato con regolarità. Peggio: non saranno più capaci di fare fronte all’ennesimo esborso di denaro per rialzarsi per la seconda volta in 15 giorni». Cna e Confcommercio si alleano nel lanciare l’allarme economico del post-alluvione e per inviare (lo faranno nei prossimi giorni) una lettera al premier Mario Monti per invocare lo stato di calamità naturale. Le due associazioni a tirano per la giacchetta i deputati apuani a cui chiedono maggiore impegno per la comunità e più pressione nei confronti del Parlamento.

«Le imprese sono allo stremo – spiegano il direttore provinciale di Cna Paolo Ciotti e il presidente dei Giovani imprenditori Confcommercio Stefano Agnesini – rialzarsi dopo questo secondo e duro colpo è difficile. Gli imprenditori o pagano le tasse oppure pagano ancora una volta per rimettere in piedi l’azienda. Se necessario, se il governo centrale non ci aiuterà dichiarando lo stato di calamità con tutto ciò che ne consegue, inviteremo le nostre imprese a non pagare nessuna imposta. Un’azione che sarebbe irresponsabile in tempi normali, ma questi non lo sono più».

Non è “elemosina” quella che chiediamo, spiegano ancora Cna e Confcommercio, ma un sostegno per evitare la più grande ecatombe economica della storia recente. «I presupposti ci sono tutti - ammettono - tutti gli indici hanno superato i minimi storici. Le imprese vogliono pagare le tasse, versare i contributi, sostenere la macchina pubblica, ma questa volta sono le imprese che hanno bisogno dello Stato e dei governi locali».

La certificazione dello stato di calamità naturale, richiesto da più parti in seguito agli eventi alluvionali è l’elemento attorno a cui ruota tutta una serie di misure di aiuto, in primis il congelamento dei contributi previdenziali e fiscali. «È il punto da cui partire per aiutare le imprese in un momento tra i peggiori della storia – spiegano le due associazioni unite in questa iniziativa senza precedenti – percepiamo una profonda difficoltà aggravata dagli eventi alluvionali».

Anche Imu e Tarsu sono le mirino di Cna e Confcommercio: «Le amministrazioni comunali possono esentare le imprese alluvionate dal pagare Imu, Tarsu ed altre imposte di competenza. Sarebbe una grande azione di sollievo. Le formule per dilazionare, in più anni, sono possibili». C’è anche una proposta, una sorta di do ut des delle due associazioni: «Le imprese potrebbero, in alcuni casi, anche svolgere dei servizi per la comunità scalando i costi sostenuti dalle tasse comunali. In parte lo stanno già facendo mettendo mano a tutti quegli interventi che sarebbero di competenza di comuni, provincia o regione e che invece sono stati eseguiti dalle imprese».

Un pensiero anche per gli istituti di credito: «La liquidità può determinare la vita o la morte di un’impresa; ci auguriamo che sia usata cautela, attenzione ed intelligenza da parte delle banche». Infine una stoccata alle amministrazioni che in più occasioni si sono rimpallate responsabilità e competenze territoriali. I casi sono quelli di Ortonovo e Carrara ma anche di Massa e Carrara nel caso della Fibronit. «Basta con questi spettacoli è più facile dare la colpa agli altri che assumersi le proprie responsabilità. In mezzo ci sono sempre loro: cittadini ed imprese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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