Gioco
Incongrui, in tanti chiedono aiuto ad Agenzia Entrate
MASSA. Se si applicasse alla lettera quanto detto da Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, e cioè che il venti percento delle famiglie è fiscalmente incoerente, a Massa nel mirino ci...
MASSA. Se si applicasse alla lettera quanto detto da Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, e cioè che il venti percento delle famiglie è fiscalmente incoerente, a Massa nel mirino ci sarebbero seimila nuclei. Dato che fa sobbalzare sulla sedia i dirigenti dell'Agenzia delle Entrate apuana. «Non è detto che sia questa l'entità del fenomeno, esiste l'evasione ma bisogna prendere con le molle le statistiche. Un dato nazionale può non coincidere con quello locale e la verità è che al momento anche noi non sappiamo qual è il numero dei furbetti». Ma intanto la pietra è stata lanciata, senza nascondere la mano, e allora sono decine le persone che hanno chiamato il centralino per avere delle delucidazioni sul redditest: «L'ho scaricato e ho provato a compilarlo, ma sbaglio qualcosa perché mi dice che sono incoerente. Eppure sono un lavoratore dipendente, rischio un accertamento?». Dall'altra parte del telefono soltanto rassicurazioni.
Ma la verità è che a Massa, come da altre parti d'Italia, l'Agenzia delle Entrate non è spaventata dalla rivoluzione. Anzi. Perché negli ultimi tempi, il giro di vite, grazie anche alla Guardia di finanza, già c'è. E ha permesso negli ultimi 24 mesi di scovare quasi duecento evasori totali. Arriveranno più lettere di accertamenti bonari. E non solo ai soggetti di imposta, cioè a chi ha una partita d’iva, ma a tutti. Anche i dipendenti quindi rischiano. Soprattutto se hanno delle proprietà, come per esempio una seconda casa che affittano in nero. Il redditest deve essere un campanello d’allarme. Perché, anche se non c’è la certezza, se il risultato è incongruo prima o poi potrebbe arrivare l’ispettore dell’Agenzia delle entrate a chiedere conto delle spese sostenute. E, dicono gli stessi ispettori, quando si tratta di dimostrare che si paga fino all’ultimo centesimo non è mai semplice.
Proprio per questo i contribuenti apuani stanno scoprendo il redditest, giusto per non avere delle brutte sorprese con l’arrivo del 2013.
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