Il Tirreno

Barani: elezioni falsate dalle clientele coi soldi Asl

di Manuela D'Angelo
Barani: elezioni falsate dalle clientele coi soldi Asl

Il parlamentare Pdl rivendica la denuncia del giro di assegni di Giannetti «Non solo bella vita ma anche assunzioni, lavori e sponsorizzazioni»

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CARRARA. Dopo la condanna per peculato a 5 anni e 6 mesi per l'ex direttore amministrativo della Asl 1 Ermanno Giannetti e dopo la notizia dell'illustre indagato, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il deputato parlamentare del Pdl Lucio Barani si scatena in una denuncia politica senza precedenti: «Giannetti ha ammesso il peculato_ dichiara Barani_ ora è in carcere per quel reato. Ma come li ha spesi quei soldi? Sicuramente ha anche fatto la bella vita per un po', ma il resto? Giannetti comprava fucili e Rolex, che non avrebbe potuto indossare da solo neanche cambiandone uno al giorno, cani da allevamento e da caccia per migliaia di capi, che non avrebbe saputo nemmeno dove sistemarli, e poi divise per squadre di calcio, eppure non mi risulta facesse il procuratore sportivo, abbonamenti allo stadio, cene offerte a bizzeffe. Quelli erano favori. Ma per chi? Io denuncio che quei soldi sono serviti per investimenti elettorali. Per chi faceva campagna elettorale Ermanno Giannetti tesserato Pd?».

L'accusa di Barani è seria: Giannetti era un amministrativo della Asl 1, mai sceso in politica, quindi di certo non cercava voti per sé. «Non li cercava nemmeno per Jacopo Ferri_ tuona Barani_ che poi è diventato consigliere regionale del Pdl, tantomeno per la nostra candidata alla presidenza della regione Monica Faenzi. E alle politiche non era di certo al mio fianco. Mi pare ovvio. Questo potrebbe configurarsi come voto di scambio».

Secondo Barani, insomma, il peculato c'è ma anche il risvolto politico per lui molto pesante: «Sono falsati i voti elettorali del 27 marzo 2010». Barani va anche oltre rispolverando una vecchia storia che fece scalpore non soltanto in provincia di Massa Carrara, quella del concorsone alla Asl 1, prima annullato e poi dichiarato valido dal Tar, che accolse il ricorso di alcuni partecipanti per un posto a tempo indeterminato in azienda da impiegato di categoria C. Il concorso finì sotto la lente di ingrandimento per i candidati finiti in graduatoria, tutti o quasi "eccellenti", soprannominati "figli e parenti di".

C'erano figli o parenti stretti di sindaci, assessori provinciali, funzionari pubblici, dirigenti della stessa Asl, sindacalisti, gente di Massa, di Carrara e della Lunigiana. Un tourbillon di cognomi illustri che costrinsero l'allora direttore generale Antonio Delvino ad annullare il concorso, poi tornato valido. «Chi c'era in quella commissione esaminatrice? Io lo so e lo sapeva anche Giannetti perché ce li mise lui- accusa Barani- E quello fu l'ennesimo favore politico, non certo per il Pdl». Poi Barani viene a Rossi, il suo nemico di sempre: «Intanto lo invito a non dichiarare il falso_ dice l'onorevole_ ; non fu lui a denunciare Giannetti. Lui del peculato non sapeva nulla, perché fui io a portare in Procura gli assegni e le fatture con cui si sottraevano soldi alla Asl. Rossi denunciò il 20 ottobre 2010 la scoperta di un buco di bilancio da 60 milioni di euro, famosa gestione stralcio. Né lui né l'assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia, che si dimise il giorno stesso dell'arresto degli ex direttori generali Scarafuggi e Delvino e di Giannetti, ne sapevano nulla. Almeno lo spero, perché altrimenti vorrebbe dire che in commissione d'inchiesta, la Scaramuccia avrebbe detto il falso».

Barani fa riferimento a una domanda da lui posta, in sede di commissione nazionale d’inchiesta, all'ex assessore regionale riguardante gli assegni circolari firmati dalla Asl 1 e intestati a privati cittadini, tutti puntualmente riscossi. Domanda a cui la Scaramuccia rispose così: «Assegni circolari, io non ne so nulla, lo dico pubblicamente - si legge nel verbale della seduta del 16 febbraio 2011- ; se lei lo sa li porti non a me ma agli organi competenti».

Barani infine si rivolge a Enrico Rossi: «Spero riesca a dimostrare la sua estraneità ai fatti_ conclude_ altrimenti che si dimetta e si vada alle elezioni ad aprile con l'election day».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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