Toscana
A quota cinquemila le firme in difesa del servizio 118
AULLA. Sono arrivate a quota 5mila le firme raccolte su iniziativa dell’Amministrazione comunale per chiedere che il servizio del 118 sia mantenuto com’è oggi. Il dato è stato fornito dal sindaco...
AULLA. Sono arrivate a quota 5mila le firme raccolte su iniziativa dell’Amministrazione comunale per chiedere che il servizio del 118 sia mantenuto com’è oggi. Il dato è stato fornito dal sindaco Roberto Simoncini sia durante il consiglio comunale congiunto fra i Comuni di Aulla e Fivizzano, svoltosi giovedì sera presso la discoteca Duplè nella frazione di Serricciolo, che durante il consiglio comunale aullese ordinario di venerdì. Nel frattempo, l’Asl n.1 di Massa Carrara ha comunicato il posticipo al 1º gennaio dell’annunciata riorganizzazione del servizio, in modo da dare il tempo ai volontari di imparare le nuove modalità di intervento in assenza dell’infermiere sull’automedica. Però, una spada di Damocle pende sulla novità in arrivo ed è rappresentata da un possibile sciopero dei volontari, sul quale si starebbe impegnando l’assessore comunale Giovanni Chiodetti, originario di Albiano Magra e volontario presso la “Croce Rossa”, il quale sostiene la raccolta di firme, lanciata dalla presidente del consiglio comunale aullese, Marusca Bonini, che ha la delega alla sanità. Infatti, ci sarebbe il rischio concreto che il servizio del 118 possa non essere garantito regolarmente. A lanciare il grido d’allarme per il ventilato taglio di un infermiere del 118, che farebbe sì che l’automedica sia non più utilizzabile di notte, erano Roberto Cipriani, Sandro Caponi e Mario Strano, rispettivamente presidenti del comitato locale della “Croce Rossa” di Albiano Magra, della Pubblica Assistenza “Croce Bianca” di Aulla e della Pubblica Assistenza “Croce Azzurra” di Comano.
Infatti, i tre intendono denunciare «il rischio concreto di non poter garantire il regolare servizio di 118, a causa di un giustificato malessere e paura da parte dei volontari normalmente operativi nei suddetti turni. Mancando la figura dell’infermiere nell’emergenza, il medico si troverà ad operare a stretto contatto solo con i volontari, che, pur avendo una buona preparazione, non potranno mai sopperire alla professionalità di un infermiere: quindi, verrà a mancare l’importantissima sinergia tra medico e infermiere. Si rompe così il concetto di squadra ed il servizio nella criticità – sottolineano Cipriani, Caponi e Strano – sarà sicuramente più scadente e più rischioso per tutte le parti: medico, volontario e paziente». Il territorio interessato dal servizio riguarda i Comuni di Licciana Nardi, Tresana, Comano, Podenzana ed Aulla.
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