Gioco
Sommersi 8 ettari di agricoltura, nel mirino la manutenzione dei fossi
AULLA. Ad Albiano, frazione del Comune di Aulla, e Monzone, tre aziende agricole sommerse dall’acqua. Il fiume Magra: sta mangiando l’argine dove ci sono due imprese.Rimpalli di competenze tra...
AULLA. Ad Albiano, frazione del Comune di Aulla, e Monzone, tre aziende agricole sommerse dall’acqua. Il fiume Magra: sta mangiando l’argine dove ci sono due imprese.Rimpalli di competenze tra Toscana e Liguria. Otto ettari di agricoltura sotto il fango.
Vincenzo Tongiani, presidente rovinciale Coldiretti lancia l’allarme. Nel mirino «la scarsa manutenzione dei canali di scolo che dalla collina Del Debbio, Bolano, Liguria, sfociano nel fiume Magra» e «il fenomeno preoccupante dell’erosione che sta consumando l’argine destro all’altezza di Albiano». «Due aziende agricole “stritolate” tra rimpalli di competenze territoriali e dalle forti piogge che hanno provocato una serie di effetti a catena che rischiano di metterle in ginocchio per sempre». Sott’acqua sono finiti circa 8 ettari di terreni, in parte coltivati, vigneti, serre, stalle, che hanno costretto le aziende agricole a rimboccarsi lemaniche per fronteggiare l’emergenza.
Coldiretti sostiene che nella provincia di Massa Carrara l’ultima alluvione è costata circa 18 milioni di euro; un conto salatissimo destinato a salire dopo il secondo disastro.
«C’è qualcosa che non funziona più nella regimazione – dice Daniele Angeletti de “Il Bosco” che ha dovuto salvare dall’annegamento una parte di cavalli e bovini nelle stalle – ci siamo già attivati per intervenire di tasca nostra per canalizzare l’acqua e portarla al fiume Magra che nel frattempo sta erodendo l’argine. Il suo corso è cambiato anche per effetto della mancanza di pulizia, e se non si interviene entro la fine del prossimo anno arriverà fino alla strada».
Vicino c’è l’azienda agricola di Federica Barilari, che punta il dito contro la «cattiva manutenzione. La tassa di bonifica la paghiamo ma stiamo provvedendo da soli alla pulizia dei fossi. Vogliamo capire cosa è cambiato».
Situazione critica anche nella zona di Monte dei Bianchi, a Monzone, dove l’alveo del fiume Lucido aveva fatto evacuare, in via precauzionale, circa 50 persone ora rientrare alle proprie case. La cantina dell’azienda agricola “Monastero dei Frati Bianchi” è stata inondata dall’acqua fuoriuscita dai tombini e dalle griglie stradali. Centinaia di bottiglie destinate al periodo Natalizio, per accompagnare cesti e regali, sono compromesse. «L’acqua è entrata fino in cantina – racconta Giorgio Tazzara – raggiungendo i 30 centimetri. Il danno? Almeno cinquemila euro. Le bottiglie? Andate».
Tre casi nella sola Lunigiana a cui vano ad aggiungersi i tanti casi nella zona di costa, ed in particolare nelle aree interessate dall’esondazione del Carrione e del Parmignola a Carrara.
«La manutenzione resta una priorità», conclude Vincenzo Tongiani che sollecita il coinvolgimento delle aziende agricole nella manutenzione dei fossi e canali così come previsto dalla legge di orientamento: «Le aziende possono rappresentare una risorsa importante per le amministrazioni e per iconsorzi di bonifica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
