Il Tirreno

Serricciolo, esplode la rabbia della gente

Serricciolo, esplode la rabbia della gente

Alta tensione al consiglio congiunto sul ponte crollato, l’Anas non si presenta, il rischio è che i tempi si allunghino ancora

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AULLA. Gli animi erano surriscaldati all’inizio e lo sono stati ancora di più alla fine del consiglio comunale congiunto fra i Comuni di Aulla e Fivizzano, svoltosi giovedì sera alla discoteca Duplè a Serricciolo. Tutti i presenti, almeno 300 persone, si aspettavano che i rappresentanti istituzionali fornissero una soluzione in grado di garantire, in tempi rapidi, il ritorno del traffico veicolare attraverso gli abitati di Serricciolo e della frazione fivizzanese di Rometta. Così non è stato e l’unica garanzia che hanno avuto gli esasperati cittadini, a venti giorni dal crollo del ponte di Serricciolo, è stata quella di futuri incontri e tavoli istituzionali sulla questione con l’Anas, annunciati per il prossimo lunedì dal prefetto Giuseppe Merendino. Ce n’era abbastanza, di conseguenza, per scatenare la legittima rabbia dei cittadini e così è andata, con i decibel oltre il livello di guardia e oratori costretti a interrompersi dalle urla dei presenti, come è accaduto al vice presidente della Provincia di Massa-Carrara, Fabrizio Magnani, il più bersagliato, anche se non l’unico. D’altronde, c’è da capirli questi cittadini: fra di loro c’erano diversi commercianti strangolati economicamente dal fatto di essere tagliati fuori dal flusso del traffico; c’erano i proprietari delle due cartiere del fivizzanese, costretti a mettere i propri operai in cassa integrazione o in ferie forzata, visto che dall’11 novembre scorso i camion con carichi superiori alle 75 tonnellate non possono transitare sulle strade provinciali alternative; c’era, anche e soprattutto, tanta gente comune che magari deve sobbarcarsi ogni giorno diversi chilometri in più per andare e tornare dal posto di lavoro. Non mancavano, poi, i rappresentanti istituzionali dei Comuni di Collagna di Reggio Emilia e di Minucciano di Lucca, preoccupati per la stagione turistica invernale nel caso di Collagna, Comune che comprende la località sciistica di Cerreto Laghi, e per le cave di marmo nel caso di Minucciano, visto che, come accennato, i tir non possono transitare.

Ad esacerbare ulteriormente gli animi, inoltre, era l’assenza di esponenti dell’Anas, i diretti interessati nella vicenda, siccome è loro la competenza sul ponte crollato, e a poco servivano le rassicurazioni del sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, che vestiva il ruolo di ambasciatore per conto dell’Anas, promettendo il ponte definitivo per maggio e sottolineando di avere chiesto alla Regione Toscana di riconoscere il mancato guadagno a chi è stato danneggiato dal crollo del ponte. Infatti, ai cittadini interessa una soluzione immediata e il ponte provvisorio a senso unico alternato, quello smontato a Bocca di Magra, era parsa a tutti la strada maestra, ma sembra che l’Anas non abbia intenzione di impegnarsi economicamente in questa direzione, anche perché l’installazione di un ponte provvisorio sopra quello crollato comporterebbe un aggravio dei costi. Mentre il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, con l’intento di tutelare l’attività delle cartiere avvertiva che non avrebbe consentito l’installazione di un ponte provvisorio che impedisca il transito ai mezzi pesanti, a non fare sconti all’Anas era il consigliere regionale Loris Rossetti, il quale affermava che «l’Anas deve venire qui, altrimenti andiamo noi a Firenze con gli autobus. Non è possibile farci prendere in giro così» aggiungeva Rossetti, che paventava le vie legali nei confronti dell’Anas: «Alla fine passerà un anno e mezzo, altroché cinque mesi!».

Gianluca Uberti

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