Sicurezza
Rossi indagato, ma tremano in tanti
La Guardia di Finanza preleva scatoloni di documenti in Regione. Anche a livello locale si è aperto un nuovo filone
MASSA. Sorridono al comando provinciale della Guardia di finanza. Sorridono, ma non parlano. «Nuovi indagati? Non possiamo dire niente», spiega un ufficiale delle fiamme gialle davanti all’ingresso della caserma di fianco al mercato comunale. Una stretta di mano per congedare il giornalista e basta. Il procuratore capo Aldo Giubilaro si comporta allo stesso modo: «Mi spiace, ma non ricevo nessuno perché non ho niente da dire. Nuove iscrizioni nel registro degli indagati e secondo livello dell’inchiesta? No comment». Ma la notizia che il presidente della Regione Enrico Rossi, ex assessore alla sanità, ha ricevuto un invito a comparire ormai è di dominio pubblico. L’accusa è di falso ideologico, avrebbe fatto pressioni su Ermanno Giannetti per ridurre la spesa dell’Azienda sanitaria locale. Rossi verrà sentito presto dagli inquirenti, ma non sarà l’unico. Si trema soprattutto a livello locale. Anche perché sono indagati anche la funzionaria regionale Carla Donati e il consulente della Title Niccolò Persiani.
Mercoledì sera la Finanza in Regione c’è stata ed ha acquisito tantissime carte, riempiendo diversi scatoloni che sono arrivati a Massa a notte inoltrata. Su questo lavoreranno Giubilaro e il suo sostituto Alberto Dello Iacono. Le fiamme gialle hanno setacciato la sede dell’assessorato alla salute della Regione. Diverse ore hanno passato gli uomini comandati dal colonnello Giuseppe Autuori, uscendo intorno alle 22.30 con alcuni documenti riguardanti la Asl di Massa-Carrara. Resta da capire se sono carte che preludono a nuovi indagati oppure e sono il frutto dell’iscrizione di nuove persone nel registro. In questo caso chi? Giubilaro e Dello Iacono stanno portando ancora avanti gli accertamenti. In assessorato sono state visitate le stanze del settore finanziario, ma anche a Firenze bocche cucite su quanto è stato preso dai militari. Nell’inchiesta si ipotizza un buco enorme, da circa 400 milioni, di cui nessuno si è accorto fino al 2010, quando dopo l’estate gli uffici dell’assessorato allora guidato da Daniela Scaramuccia hanno intuito che c’erano grossi problemi. Ad ottobre il presidente Enrico Rossi ha presentato una denuncia in procura e ha anche attivato la magistratura civile e quella contabile.
Inizialmente si riteneva che il buco fosse di circa 60 milioni, cioè pari a un falso credito nei confronti della Regione che la Asl di Massa era riuscita ad iscrivere a bilancio per alcuni anni. In realtà, via via che gli investigatori approfondivano la situazione, le cifre sono salite. Alla fine è stato appurato un dissesto finanziario da 244 milioni.
ALTRI SERVIZI A PAG. 3
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
