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Ortonovo ha ancora paura: adesso è rischio frane

Ortonovo ha ancora paura: adesso è rischio frane

ORTONOVO. Ortonovo è ancora in ginocchio. Ieri per tutta la giornata decine di volontari hanno lavorato per spalare fango nelle zone del piano finite sott'acqua per l'esondazione del Parmignola e di...

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ORTONOVO. Ortonovo è ancora in ginocchio. Ieri per tutta la giornata decine di volontari hanno lavorato per spalare fango nelle zone del piano finite sott'acqua per l'esondazione del Parmignola e di decine di piccoli canali e fossi. Ma ora nel piccolo centro ligure l'emergenza più grande sembrano le frane e la necessità di risorse economiche e umane che da solo il piccolo comune non riesce a fornire. E' una lotta contro il tempo per mettere in sicurezza le aree che potrebbero essere soggette a nuove innondazioni in caso di forti piogge. Il monte di Nicola è costellato da decine di frane che i tecnici del comune stanno sorvegliando. La frazione di San Rocco non è ancora stata messa in sicurezza e non si sa neanche quanto ci vorrà. La differenza rispetto al passato è che il movimento franoso arriva da più punti: dove c'erano piccoli ruscelli sono venute giù frane di grandi dimensioni. A Serravalletta, dove lunedì notte si è rischiata la tragedia per un un neonato di tre mesi fatto uscire dai vigili del fuoco da una finestra assieme ai genitori, i residenti sono ancora increduli di cosa è accaduto. Dove c'era un ruscello, ora c'è una frana di grandi dimensioni. Il comune che in organico ha pochi tecnici ha lanciato un appello alle amministrazioni vicine perchè inviino i loro funzionari per aiutare a completare la mappatura delle frane e per decidere i primi interventi da svolgere per la messa in sicurezza degli abitati.

Ora è la fase dell'emergenza però deve essere anche il momento della riflessione. Non c'è solo il Parmignola che ha dato problemi e per cui già si sa che tipo di intervento va fatto. C'è da ripensare il reticolo idraulico e c'è da intervenire su abusi edilizi condonati negli anni che in alcuni casi sono un'autentica minaccia. «Gli uffici hanno nei cassetti 1300/1400 richieste di condono – spiega l'assessore all'urbanistica, Massimo Marcesini – tante sono già state evase altre sono ferme. Non è l'amministrazione che fa i condoni, sono i governi. Negli ultimi 15 anni ci sono stati tre grandi condoni. Bisogna ripensare il territorio se si vogliono evitare queste situazioni". Oltre ai condoni c'è l'enorme problema del reticolo idraulico del piano. Lunedì notte ha esondato il Parmignola, è vero. Ma non è solo colpa sua se c'è mezzo metro di fango ovunque. (l.bo.)

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