La manifestazione
«O solo con Lucca o un referendum per Spezia o Parma»
Decisione unanime del consiglio comunale di Pontremoli Pedrini (Zeri): lo avevo detto che era una strada obbligata
PONTREMOLI. O solo con Lucca o cambiamo regione.
Una decisione forte quella scaturita dall’ultimo consiglio comunale di Pontremoli che ha visto l’unanimità delle assise decidere di votare l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza (con sostanziali ed importanti modifiche da parte delle opposizioni, dimostrando il clima di unità in cui è stato partorito il testo finale) in cui si annuncia che l’unica opzione di accorpamento accettato sarà quella della Provincia di Massa-Carrara con Lucca, rifiutando l’ipotesi della mega provincia tirrenica che vedrebbe unite anche Livorno e Pisa.
«Già l’alta Lunigiana è periferia dell’attuale Provincia di Massa-Carrara, figuriamoci in un contesto in cui il centro nevralgico della politica amministrativa si andrebbe a concentrare in realtà grandi e complesse come quelle di Livorno e Pisa».
È stato questo il concetto espresso in maniera quasi unitaria dai vari consiglieri intervenuti sulla questione. E quindi se si dovesse procedere con la mega unificazione, Pontremoli prenderebbe una decisione drastica, aprendo l’ipotesi di cambiare Regione.
L’idea sarebbe quella, se maxi-provincia sarà, di indire un referendum per chiedere ai propri cittadini se vogliono ancora fare parte della Toscana. Dopo aver valutato per settimane il disegno di riordino delle province toscane, arriva proprio dalla città del Campanone il primo atto formale che lascia presagire un tentativo di fuga dalla Regione se la provincia di Massa-Carrara sarà annessa non solo a quella di Lucca, ma anche a Pisa e Livorno. Un ordine del giorno votato giovedì sera e, questo il dato politico più interessante, passato all'unanimità con il parere favorevole anche dell'opposizione composta dal Pd e dalla lista "Cittadini per Pontremoli".
«Un motivo di grande soddisfazione per noi - commenta il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini - perché testimonia come la ricaduta scarsamente positiva della paventata nuova geografia regionale sia oggi un dato ampiamente condiviso. Il documento è stato limato più che altro per quel che riguarda la modalità di comunicazione, ma sui concetti c'è ampia convergenza».
Sostanzialmente si sono smussati gli accenti più polemici, e poi maggioranza e minoranza si sono trovate concordi: si crei un'unica entità insieme a Lucca, se dovesse nascer una grande provincia tirrenica saranno i cittadini a scegliere se passare con Parma o anche con la Spezia.
«Siamo una terra di confine e questo significa marginalità - sottolinea il primo cittadino - ma significa anche che abbiamo un'arma in più da poter mettere in campo. Ora cercheremo di coinvolgere anche le amministrazioni vicine affinché ci seguano in questa battaglia che deve arrivare a Roma, quando il disegno di legge dovrà essere approvato. E' un'occasione per sottolineare il forte substrato lunigianese che ci lega tutti. Aulla? Io credo che anche loro dovrebbero valutare bene qual è la propria appartenenza, è l'ora di porre l'accento con forza sui governi locali».
«La Toscana è stata indubbiamente la regione più penalizzata - le fa eco l'assessore Manuel Buttini - e noi con questo atto non facciamo altro che accogliere le istanze che recepiamo dai nostri concittadini. Non abbiamo niente contro livornesi o pisani, ma è quasi superfluo sottolineare la lontananza della Lunigiana rispetto alle loro città. Ora chiediamo agli altri Comuni di approvare un ordine del giorno come il nostro per presentare un fronte compatto».
Chi vede una sorta di profezia avverarsi è il sindaco di Zeri Egidio Pedrini, il primo a parlare apertamente di referendum.
«Non avevo dubbi che sarebbe finita così - dice Pedrini - era logico che quando si sarebbe paventato che un cacciatore avrebbe dovuto recarsi a Livorno o Pisa per fare un permesso, il territorio avrebbe reagito. Ho ricevuto consensi da Fivizzano, Mulazzo, Podenzana ma anche da Massa quando ho detto che bisogna lasciare la Toscana. D'altra parte questo tipo di operazioni erano già previste dalla Costituzione, anche se poi le leggi relative avevano un tono di scoraggiamento. Oggi non è più così, lo conferma la recente interpretazione della Corte di Cassazione sui casi di Feltre e Cortina d'Ampezzo».
Tra l'altro Zeri è un tassello fondamentale nel potenziale effetto domino che si potrebbe mettere in moto nel caso la maxi-provincia venga in effetti varata.
Pontremoli non confina infatti con la Liguria, quindi per poter includere anche l'accorpamento alla Spezia nell'ipotetico referendum, dovrà essere proprio il Comune montano a muoversi per primo per chiedere di cambiare Regione.
«La verità è che non si possono calare certe riforme dall'alto - conclude Pedrini - senza avere conoscenza dei territori. Le griglie giuridiche fanno a cazzotti con l'economia».
Non resta ora che attendere l’esito della riforma delle Province; il segnale di Pontremoli è chiaro e potrebbe avere davvero un effetto valanga almeno sulla Lunigiana. Vedremo gli sviluppi di una vicenda destinata a far discutere, e molto.
(r.s.-a.b.)
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