Sicurezza
Danni anche ai big del marmo: un metro d’acqua alla Franchi
Uno strato di melma ha sommerso macchinari ad alta tecnologia e lastre: lavoro bloccato da giorni E sulle sponde del Carrione, ad Avenza continua la polemica: argini sull’Aurelia rifatti male
CARRARA. C’è ancora tanto fango sulle due sponde del Carrione, ad Avenza, tra il ponte delle Ferrovie e quello sull’Aurelia. Una melma che invade, case, ditte e negozi. E alimenta le polemiche.
«Gli argini del ponte sull’Aurelia sono stati rifatti male». In via dei Ferrovieri, dove si trovano tre palazzine costruite dalle Rfi negli anni ’60, in cui vivono una decina di famiglie (con diversi bambini e una persona disabile), si cammina ancora in mezzo al pantano. Anche qui la paura nella notte dell’alluvione è stata tanta, perchè il fiume è esondato in due punti – uno a monte delle case e uno a valle – investendo i palazzi da due lati. «Gli argini vicini al ponte sull’Aurelia sono stati rifatti male – spiega Francesca Venturini, nata e cresciuta in Via dei Ferrovieri – e il fatto che il fiume sia uscito ne è la dimostrazione. A valle, invece, c’è il tappo del ponte Rfi ma sinceramente non sono convinta che il progetto di ristrutturazione, e la realizzazione di un terzo passaggio per il torrente, possa risolvere il problema. Qui dovrebbero scavare l’alveo, rimuovendo i detriti si guadagnerebbero almeno tre metri in profondità» continua la Venturini.
E se su via dei Ferrovieri i danni dell’alluvione hanno riguardato soprattutto fondi e scantinati, risparmiando le abitazioni per lo più sollevate da terra, in via Ilice le acque del Carrione hanno investito non diverse aziende ma anche molte case, che hanno riportato danni gravissimi. Tra queste l’abitazione di Ginevra Bedini, 78 anni, già reduce dell’alluvione del 2003, quando subì 85 mila euro di danni – attestati dai tecnici municipali – di cui riuscì a riaverne, tramite i fondi ad hoc, solo 7 mila: «Questa volta è andata anche peggio - racconta la signora, salvata dalle acque del fiume su un gommone dopo essere rimasta per due ore e mezza aggrappata sul pianale della sua cucina - Mio nipote e mio genero sono venuti dalla Coop di Avenza a piedi per cercare di aiutarmi», ricorda la signora mentre spolvera una mensola di legno della sua casa, ormai praticamente priva di mobilio, andato distrutto nella notte tra martedì e mercoledì. «C’era un metro e mezzo d’acqua, ha invaso tutte le stanze, questa volta non riuscirò a salvare niente – dice ancora afflitta la donna, che dopo aver costruito con le sue mani questa casa nel 2000, e averla ricostruita una seconda volta a tre anni di distanza, ammette “questa volta i soldi per ricominciare non ce li ho davvero».
Alla Franchi macchine e lastre sommerse da un metro di fango. Accanto la nuovo ponte sull’Aurelia l’alluvione non ha risparmiato neppure il core business del tessuto produttivo apuano: le ditte di marmo.
Il settore lapideo, e alcune delle aziende più rappresentative che lavorano al piano, è stato travolto dalla seconda alluvione, quella che martedì scorso ha messo in ginocchio la città. A fare i conti con i disagi causati dall’esondazione del Carrione, anche la ditta Franchi. Il fiume ha tracimato proprio dall’argine del ponte ancora in costruzione, sull’Aurelia, accanto alla sede di una delle aziende leader del lapideo, che ha sede presso l’ex pastificio Frediani.
«Gli uffici, sul fronte dell’Aurelia - spiega Bernarda Franchi, titolare della ditta insieme al fratello Alberto - sono stati risparmiati: ma tutta la parte dei depositi e delle macchine, un’area di 20mila metri quadrati, è andata sott’acqua».
La forza del fiume è penetrata da dietro, nei maxi capannoni, e ha devastato tutto lasciando una spesso strato di melma sulle macchine dell’ultima tecnologia che potrebbero essere state compromesse. In azienda si sta cercando di pulire tutto, e di riportare la situazione alla normalità. Ma per riprendere il lavoro a pieno regime, anche solo per poter rimettere in moto tutta la parte produttiva ci vorrà ancora del tempo: intanto si spala. Qui come nelle ditte e nelle case vicine.
(a.v.-c..ch.)
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