Finanza
«Da sei mesi avevamo chiesto un controllo»
A San Ceccardo, un mare di fango ha invaso le case di Lazzaroni e Mannoni: «Tutto annunciato»
CARRARA. Avevano chiesto un sopralluogo già a giugno, nella speranza che, prima dell’autunno, i tecnici del municipio venissero a controllare quel canale che dalle colline sovrastanti, scende fin sotto il viale XX Settembre, attraverso una tombatura che lo porta a raggiungere il Carrione: Davide Lazzaroni e Marco Mannini, residenti nella zona di San Ceccardo proprio nei pressi della vecchia chiesetta, hanno provato invano per almeno sei mesi a richiedere un intervento, ben consapevoli che quel piccolo ruscello, che in estate quasi sparisce, poteva trasformarsi in una minaccia per le loro abitazioni.
E se la prima alluvione, quella del 10 e 11 novembre era stata più “clemente”, limitandosi a inondare d’acqua i piani terra, quella tra la notte tra martedì e mercoledì ha portato nelle abitazioni un’onda di melma e fango.
Con la pioggia intensa quel rigagnolo si è trasformato in un torrente in piena, in grado di trascinarsi dietro tutto quello che trovava sul suo percorso, arbusti, detriti e piccoli tronchi: la tombatura sul livello del Viale si è immediatamente tappata, mentre la forza dell’acqua ha fatto crollare dalla collina un muro di terra, che si è riversato tutto nelle abitazioni di Lazzaroni e Mannini.
«Sapevamo che questo canale era pericoloso e speravamo che qualcuno venisse a controllare ma nonostante i nostri solleciti, non si è visto nessuno», racconta armato di pala, stivali di gomma e basco Davide Lazzaroni.
«Avevamo pulito quel che potevamo, tagliando arbusti e spostando le foglie: ho fatto tutto quello che potevo, ma ovviamente non è stato sufficiente», spiega Marco Mannini che nella notte dell’alluvione, oltre a vedersi la casa invasa dal fango, ha rischiato seriamente di rimetterci la vita.
«Sono solito scaldarmi con una stufetta elettrica e quando all’improvviso mi si è allagata la casa ho temuto seriamente ci potesse essere un cortocircuito», ricorda Mannini, guardando sconsolato quel che resta del mobilio della sua abitazione. Altre due storie drammatiche di alluvione, in un territorio martoriato per due volte nello spazio di poco più di due settimane.
Cinzia Chiappini
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