Il Tirreno

festa della toscana

Appello delle Rsu per la Provincia

Seduta straordinaria. «Non si risparmia sulla carne dei lavoratori»

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MASSA. «Lo Stato riduce i servizi, licenzia il proprio personale. Questo significa risparmio sulla spesa pubblica? Intervenire sulla carne dei lavoratori, non è mai un risparmio». È questo uno dei passaggi più duri del testo che le Rsu della Provincia di Massa-Carrara e il coordinamento Rsu delle Province toscane hanno letto ieri contemporaneamente in tutta la regione nella seduta straordinaria del consiglio provinciale, radunata per la festa della Toscana.

Nel giorno in cui si ricorda l’abolizione – prima al mondo – della pena di morte nel 1786 ad opera del Granduca Pietro Leopoldo, le province vivono una situazione di precarietà e sospensione, in attesa che il decreto sul riordino degli enti sia trasformato in legge.

Massa, secondo i piani, sarà accorpata con Lucca, Pisa e Livorno. Ma non è ancora chiaro quali saranno le sue funzioni, né che destino attende i 330 dipendenti. «Nessuna certezza, solo voci di rinvio, proteste del ministro, liti esplicite e sotterranee sulle dimensioni territoriali, sui capoluoghi – spiegano le Rsu – e nessuna certezza, nessuna garanzia sui servizi, sulle competenze, sul personale. Secondo i dati dell’Upi è probabile che molte Province non chiuderanno i bilanci quest’anno; si prevede che la situazione del 2013 sarà ancora più grave: ulteriori tagli, dissesto, commissariamento, esuberi, mobilità», cioè a casa con l’80% di stipendio e, se non si trova alternativa, licenziati.

La Regione ha riconvocato le parti sociali. «Auspichiamo che emergano chiari impegni della Regione per deleghe e personale», spiegano le Rsu.

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