Il Tirreno

DOSSIER ECONOMIA

di Luca Borghini

CARRARA. In provincia chiude quasi un’impresa al giorno. È il dato più allarmante fornito dal rapporto intermedio sull’economia apuana elaborato dall’Istituto Studi e Ricerche della Camera di...

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. In provincia chiude quasi un’impresa al giorno. È il dato più allarmante fornito dal rapporto intermedio sull’economia apuana elaborato dall’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio apuana. Un dato che conferma come il superamento dellacrisi sia ben lontano. E a confermarlo, il report calcola che il 2012 si chiuderà con un calo del Pil provinciale del -2,3% e con un tasso di occupazione cresciuto al 13,7%, due punti in più rispetto al 2011. Calerà anche il reddito disponibile ed una contrazione dei consumi del -0,6%.

Con un quadro così c’è poco da sorridere in provincia e una ripresa generale dell’economia si attende solo per il biennio 2014-2015. «Una ripresa arriverà attenderà forse nel 2014 ma per tornare ai livelli del 2007/08 ci vorranno alcuni anni», avverte il presidente della Camera di Commercio Norberto Ricci.

Il 2012 globalmente sta andando peggio dell'anno scorso. La cartina tornasole è fornita dai dati della cassa integrazione: cala l’ordinaria del 26,8% ma aumentano sensibilmente quella straordinaria (+52,2%) e quella in deroga (+28%). Globalmente le ore sono aumentate del 13,6%. «O ci si rimbocca tutti le macchine o sarà difficile uscire da questa crisi – afferma ancora Ricci – mi riferisco alle istituzioni locali e alle associazioni di categoria. Non dico che bisogna avere un comune unico tra Carrara e Massa ma chiedo almeno di ragionare come se fosse una realtà unica. Mi riferisco ai piani strutturali e agli accordi strategici. Esclusa la strada dei marmi, in 20 anni non abbiamo portato a casa niente. Ci sono temi fermi da decenni: porto turistico, water front e aeroporto del Cinquale».

Poi Ricci attacca sulle divisioni negli enti locali e nelle associazioni: «In questa situazione così difficile più siamo coesi e meglio è, invece c’è qualcuno che pensa a portare a casa solo il suo».

L'unico dati positivo è l'export, cresciuto nei primi sei mesi dell'anno del 34% pari a 186 milioni di euro. In questi dati rientrano anche le operazioni del Nuovo Pignone che da solo vale una buona fetta del conto.

È il comparto meccanica a valere il 53% del totale dell’export provinciale. Bene anche la chimica con un +86% (55milioni di euro). E bene il lapideo che cresce del 1,9% nelle esportazioni. Tutto il resto è buio profondo. Solo il 5% delle aziende provinciali ha dichiarato di voler assumere entro la fine dell’anno e nel quarto trimestre le assunzioni previste cioè nel migliore dei casi sono di 200 unità: 50 nelle costruzioni e 150 nei servizi. Un dato in calo rispetto ai precedenti trimestri.

Infine l’enorme problema del credito. Un rapporto banca-impresa che i ricercatori dell'Isr hanno efficacemente riassunto in “corto circuito”.I tassi sono, anche nel 2012, superiori rispetto alla media regionale: 7,6% a Massa Carrara, 6,3% nelle altre province. «Il gap delle imprese apuane è il credito – spiega il segretario dell’Isr, Alessandro Beverini – le piccole medie imprese devono fornire delle garanzie che neppure i grandi istituti riescono più a fornire gli strumenti per farlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web