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nuovo regolamento

«Così l’azienda danneggia i pazienti e fa fuggire i medici»

«Così l’azienda danneggia i pazienti e fa fuggire i medici»

MASSA. Fior di professionisti messi in fuga e pazienti costretti a un servizio più scadente rispetto a quello proposto fino a oggi, in nome del pareggio di bilancio. È un duro j’accuse quello che l’as...

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MASSA. Fior di professionisti messi in fuga e pazienti costretti a un servizio più scadente rispetto a quello proposto fino a oggi, in nome del pareggio di bilancio. È un duro j’accuse quello che l’assessore comunale alla sanità, Franca Leonardi, lancia contro la direzione generale della Asl e la sua proposta di regolamento organizzato approvata il 15 novembre. Una approvazione fatta, ironizza Leonardi, «ovviamente in perfetta solitudine trattandosi di gestione».

Due sono gli esempi portati dall’assessore Leonardi: primo, l’endoscopia nella diagnosi e terapia di molte patologie vescico-prostatiche, nelle vie escretrici superiori e nella calcolosi vescicole, renale e ureterale, che da sola miete circa 100 pazienti l’anno nel territorio provinciale; secondo, il trattamento del tumore alla mammella (diagnosi, terapia, ricostruzione, riabilitazione). Di entrambe le attività, spiega Leonardi, non c’è traccia nell’atto aziendale approvato, nonostante il fatto che sia per quella endoscopica che per quella del tumore alla mammella l’ospedale di Massa fornisce numeri e qualità di tutto rispetto nell’Area vasta nord-ovest.

«La sorpresa di questo comportamento – spiega Leonardi – non è rivolta alla dottoressa De Lauretis (direttore generale, ndr), che volendo sfornare un bilancio 2013 in pareggio opera tagli economici a tappeto, ma alla componente sanitaria di vertice dell’azienda (il direttore sanitario aziendale, il direttore sanitario di presidio, il direttore del dipartimento, il primario) che forse non ha capito che l’investimento in queste attività o sub-specializzazioni non solo premiava con pochi euro il merito di chi aveva investito nel miglioramento della propria performance professionale ma che da quella attività derivava lustro all’intera disciplina. Si vede, come si dice, che al peggio non c’è mai limite: gli stessi attori che hanno proposto una ipotesi di ridistribuzione delle attività chirurgiche nei due ospedali priva di buon senso hanno approvato queste storture che porteranno alcuni professionisti, come del resto è successo per altri, a emigrare in altre sedi ove la loro attività sarà più apprezzata. Complimenti».

Un doppio danno, dunque, per chi all’Asl ci lavora e per chi all’Asl si rivolge per farsi curare. Ma non finisce qui.

L’assessore Leonardi ha un’ultima osservazione. «Se è stato il lato economico che ha portato a “frustare” le professionalità, inseguendo il pareggio di bilancio prima di tutto, perché – si chiede – si è attivata una struttura complessa nello staff unificato della direzione aziendale? Il costo del solo direttore è di circa 150mila euro l’anno. Quante strutture semplici di unità operativa o dipartimentale si potevano attivare con quella cifra? Sorge spontanea una domanda: per quale fortunato mortale è quel posto?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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