Sicurezza
Così il Carrione ha ferito la città
Le immagini riprese dall’alto con l’elicottero mostrano alcune delle situazioni di maggiore criticità
CARRARA. Un territorio ferito, con tante criticità. Anche le immagini dall’elicottero, di Massimo Sestini, ci restituiscono la mappa di un’area con molte situazioni complicate da sanare, con vaste aree che con estrema facilità sono soggette ad allagamento.
Tra i tanti smottamenti provocati dall’alluvione di questa settimana, uno in particolare, avvenuto in via Montia, sulle colline alla periferia di Carrara sembra destinato a innescare una vera e propria guerra tra condomini.
Dovranno rimanere fuori casa per almeno 20 giorni i residenti del civico 25 di via Montia, la palazzina Erp sgomberata mercoledì dopo che una frana proveniente dalla collina sovrastante era arrivata a lambire i piloni su cui si regge l’edificio. I lavori di ripristino della collina, iniziati ieri mattina si protrarranno infatti per almeno due o tre settimane: i residenti del palazzo, un totale di sei famiglie, hanno trovato tutti sistemazione presso amici e parenti, e in queste ore stanno effettuando una sorta di “processione” in via Montia, per monitorare lo stato di salute delle loro abitazioni. Anche in questa vicenda, come in tante altre, non mancano le polemiche: nel mirino delle critiche però non ci sono enti o comune, ma altri privati, e più precisamente, i vicini di casa. La frana che ha lambito il palazzo infatti, si sarebbe staccata dalla collina dove sorge un altro edificio, il condominio Bellavista, al civico 35, sempre di via Montia: il piano terra di questo palazzo e i giardini annessi, poggiano su un alto muro di cinta, lungo circa un centinaio di metri, e alto, in alcuni punti, una decina. La parete, in cemento, fiancheggia tutti e quattro gli edifici Erp situati nel tornante sottostante, di cui fa parte anche il civico 25: e diversi residenti di questi palazzi puntano il dito proprio sul muro che ha ceduto la notte scorsa. «Avevamo fatto diverse lettere al condominio Bellavista, per segnalare le crepe e le fessure che ormai da anni si erano aperte nella parete», racconta Alfredo Pollina, residente della palazzina Erp. Le lamentele erano arrivate contestualmente anche dal civico 27, i cui residenti ancora ieri mattina denunciavano una scarsa attenzione al problema oltre che alla mancanza di manutenzione sul muro, dove sono cresciuti piccoli arbusti e anche una piantina di fico. Le denunce dei residenti delle palazzine Erp avevano portato poi all’installazione sul muro un impianto di monitoraggio, con tanto di vetrini per rilevare eventuali “movimenti”: secondo indiscrezioni però, la parte crollata la scorsa notte sarebbe stata sprovvista di tale strumentazione. Le polemiche sono destinate a crescere.
Fiamma Tricolore: controllare i finanziamenti. Sul disastro alluvione interviene anche la Fiamma Tricolore: «Adesso si assisterà alla solita tarantella degli aiuti della regione che puntualmente arrivano in milioni di euro per mettere in sicurezza il territorio e che poi non si sa bene che fine fanno. La ricetta è semplice: manutenzione costante degli scoli delle acque, pulizia di tombini, pulizia delle strade dalle foglie e dai rifiuti, pulizia dei canali e dei boschi. Ebbene sì, con la manutenzione si risolvono moltissimi problemi e se ne prevengono altri». E si chiede: «Dove sono finiti i soldi stanziati dalla regione nel 2003 per metter in sicurezza il territorio e mantenerlo adeguatamente in ordine e sotto il più stretto controllo di manutenzione? E dove andranno a finire i soldi dei prossimi aiuti che la regione farà piovere in milioni di euro nel Comune di Carrara, che uso se ne farà, come verranno impiegati?».
E aggiunge: «Sono stati i politici la vera causa delle conseguenze catastrofiche di una banalissima abbondante pioggia stagionale, perché l'amministrazione della città è affidata a loro, è un loro compito».
(c.ch.)
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