Attenzione
Case piene di detriti, cantiere nel mirino
In via Spondarella a Bonascola la rabbia dei residenti: stanno costruendo da due anni, montagne di materiale accumulato
CARRARA. «In casa ci è arrivato di tutto: i cumuli di detriti e terra di quel cantiere in costruzione, da quasi due anni, sono entrati nelle nostre camere, nelle cucine e ci hanno rovinato i giardini. E nessuno è venuto ad aiutarci».
L’appello-denuncia, pieno di rabbia, arriva da via Spondarella, a Bonascola. Nel mirino un cantiere, quello del complesso residenziale Corsini, che sorge proprio dietro le case e il condominio Spondarella.
I lavori, assicurano i residenti della zona, sono fermi da tempo ed è proprio su questo che puntano il dito.
«Ci sono cumuli di terra, di ghiaia, e molti altri materiali - spiega Sabrina Milanta, mamma di 34 anni che abita con il marito e le tre figlie proprio sotto il condominio in costruzione - La forza dell’acqua martedì sera ha portato tutto in casa mia: mi ha rovinato i mobili, la cucina. I miei cani hanno rischiato di affogare. Si è creato un vortice, e un buco proprio nel mezzo del giardino. Anche il mio scooter è andato completamente sott’acqua».
E Sabrina non è l’unica, oggi, a spalare il fango. Ci sono anche i vicini del condominio Spondarella. Per tutti un superlavoro: a togliere fango, a rafforzare le protezioni davanti ai cancelli. Con la consapevolezza, dicono: «che se non si risolve il problema di quel cantiere non serve a nulla, in caso di un’altra pioggia eccezionale succederà lo stesso scempio».
E nel mirino finisce la rete di protezione, a maglie larghe, posta a protezione del cantiere stesso. «L’acqua qui ha formato un vero e proprio fiume, trascinando anche la terra venuta giù dalla frana sulla collina - fa notare Sabrina insieme ad alcuni condomini dello Spondarella - La rete ha trattenuto poco o nulla, e il resto è venuto giù, con una forza incredibile, proprio nelle nostre case».
«Questa è una vera e propria bomba ad orologeria, sulle nostre tese - continuano i condomini infuriati - E pensare che volevano fare venire a scaricare qui, quindici giorni fa, anche tutto il fango che, nella prima alluvione, aveva colpito più a valle, sempre a Bonascola. Sarebbe stato un inferno per noi: già così siamo in ginocchio».
E la casa di Sabrina Milanta è l’esempio concreto dello scempio provocato dalla bomba d’acqua e fango che si è scaricata su via Spondarella.
Il divano è accatastato in giardino, ormai da buttare via, insieme a una parte del salotto e a tutti i mobili della cucina.
«È un disastro - dice Sabrina - Le bambine si sono spaventate a morte. Fuori c’era un fiume in piena, non si riusciva a metter e nemmeno le paratie al cancello. È stato un incubo. E adesso abbiamo paura che si ripeta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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