Sicurezza
Buco Asl, l’ex direttore condannato per peculato
Ermanno Giannetti dovrà scontare 5 anni e sei mesi di reclusione Arrestato il 23 maggio, era accusato di aver intascato oltre 1 milione di euro
MASSA. Si chiude uno dei capitoli della vicenda del maxibuco da 420 milioni di euro nei conti dell’Asl 1 di Massa-Carrara. Ermanno Giannetti, direttore amministrativo dell’azienda sanitaria dal 2006 al 2010, è stato condannato ieri per peculato dal gup del tribunale di Massa-Carrara a scontare cinque anni e sei mesi di reclusione. Giannetti ha scelto il rito abbreviato, che consente uno sconto di un terzo della pena.
L’ex direttore era accusato di aver emesso falsi mandati di pagamento per oltre 1 milione di euro a favore di creditori dell’Asl così da intascare lui stesso i soldi. Più volte, nel corso delle indagini preliminari, Giannetti ha ammesso, sia alla guardia di finanza sia al gip, di aver preso per sé fondi dell’azienda sanitaria.
Le fiamme gialle – delegate dal pm Alberto Dello Iacono, titolare dell’inchiesta – avevano scoperto una lunga lista di acquisti fatti dall’ex dirigente con quei soldi, comprovati da assegni circolari e intercettazioni. L’ex direttore amministrativo comprava di tutto, dalla muta sportiva per la squadra del Lunigiana, con scopi filantropici e per allargare le sue amicizie, alla fornitura di motoseghe e macchine agricole. Tra le spese “folli” anche i 15mila euro serviti per acquistare un cane di razza kurzhaar, quindi una partita di 1.200 fagiani, auto di lusso, orologi Rolex e le spese di mantenimento di un allevamento di cani.
Allo scoppio dello scandalo, Giannetti fu licenziato. Il 23 maggio scorso è stato arrestato insieme agli ex direttori generali dell’Asl 1, Vito Antonio Delvino e Alessandro Scarafuggi, ma era l’unico ad essere rimasto in carcere. Delvino e Scarafuggi, dopo i domiciliari, sono stati scarcerati (ma per Scarafuggi la procura ha presentato ricorso).
A metà ottobre il tribunale del riesame aveva respinto l’istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati dell’ex direttore generale, Franco Perfetti e Paolo Quadrella. Ma non è solo per questo che i suoi conti con la giustizia non sono ancora finiti.
Sul suo conto continua a pesare l’accusa di falso in bilancio per il quale Giannetti si è sempre dichiarato innocente e ha scelto di essere processato secondo il rito ordinario.
L’inchiesta sul buco dell’Asl di Massa-Carrara è nata dell’autunno 2010, quando il presidente della Regione Enrico Rossi, già assessore regionale alla sanità, portò in procura i documenti relativi al bilancio 2009 dell’azienda apuana. Oltre ai tre arresti, undici persone sono finite sotto indagine e si tratta, in quasi tutti i casi, di imprenditori della Lunigiana che, secondo l’accusa, hanno agevolato l’ex direttore amministrativo nella sua condotta illecita ai danni dell’azienda sanitaria
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