La manifestazione
«Via Monzone in ginocchio, non ce la facciamo più»
Una parte di Marina è ancora una volta colpita al cuore dall’alluvione. Il grido d’allarme, e di esasperazione, arriva da via Monzone. «Siamo un'altra volta sott'acqua» scrive una lettrice,...
CARRARA. Una parte di Marina è ancora una volta colpita al cuore dall’alluvione. Il grido d’allarme, e di esasperazione, arriva da via Monzone.
«Siamo un'altra volta sott'acqua» scrive una lettrice, Elisa Corsi e allega un dossier fotografico con case completamente allagate e strade impraticabili.
«Credo di poter parlare anche a nome dei miei vicini. Siamo stanchi, depressi e increduli- scrive la signora Elisa - Ci chiediamo come mai il sindaco Zubbani non abbia mai pensato di sistemare anche le fognature per le acque reflue di via Bassa e quelle di via Monzone, invece di fare solo quelle relative al Viale Monzoni? Dobbiamo essere sempre noi cittadini dimenticati a pagare in prima persona le errate decisioni del sindaco? Quante altre volte dovremmo finire sott'acqua prima che si faccia qualcosa?»
Un appello pieno di disperazione che arriva da una delle zone di Marina colpita ben due volte dalle piogge intense che, negli ultimi quindici giorni hanno messo davvero a dura prova il territorio.
Grande lavoro per ripulire fango e acqua anche lungo viale XX Settembre, nella zona della pizzeria Bati Bati (già evacuata lo scorso 10 novembre), il Cartoccio e Il piccolo Leo.
Questa volta l’alluvione è stata un po’ più clemente nella zona di via Comano: l’alimentari Micheloni, che due settimane fa era stato invaso da acqua e fango (e costretto a sei gironi di chiusura) questa volta non ha riportato danni. Stesso discorso per il bar West end, che proprio ieri ha riaperto i battenti.
E, per quel che riguarda le abitazioni, non ci sono state situazioni drammatiche come due settimane fa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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