Sicurezza
Si arena la proroga delle concessioni
L’emendamento “salva balneari” si è bloccato ieri in commissione turismo del Senato. Il Governo non lo vuole
MONTIGNOSO. La categoria dei balneari è combattuta tra l’ottimismo che viene dal sostegno ottenuto dai parlamentari e la doccia fredda che invece potrebbe presto arrivare dal Governo.
Ma resiste nella lotta ed è, anzi, pronta ad alzare i toni della protesta là dove la situazione dovesse richiederlo.
Lo dimostrano le parole del versiliese Emiliano Favilla che con i rappresentati del Comitato nato contro le aste previste dalla direttiva Europea Bolkestein sulle concessioni demaniali, cioè sugli stabilimenti balneari, non molla la posizione.
Anche ieri era, con tanti colleghi, al presidio - cominciato lunedì - a Roma di fronte ai palazzi del potere dai quali ci si attende, in queste ore, una parola chiara sulla possibilità di proroga per 30 anni delle concessioni demaniali. Unica possibilità per scongiurare le procedure di comparazione alle quali verrebbero sottoposte le concessioni alla naturale scadenza del 2015.
Ieri però, sull’argomento, c’è stata l’ennesima fumata nera: a inizio giornata la discussione della quinta commissione del Senato, quella sul bilancio, ha dato speranza alla categoria arrivando a un passo dall’approvazione dell’emendamento (di cui è relatore il senatore viareggino Massimo Baldini per due legislature però eletto nel collegio di Massa) per la proroga di 30 anni delle concessioni.
Poi la “palla” è passata alla decima commissione (industria, commercio e turismo) e il dibattito si è arenato. Per ora niente proroga e la conferma della brutta notizia comunicata dai parlamentari Pd e Pdl ai balneari: il Governo non vuole alcun rinvio delle aste per timore dell’avvio, da parte dell’Europa, di una onerosa procedura di infrazione.
«La nostra battaglia non si ferma - afferma EmilianoFavilla del Comitato dei balneari - stiamo pensando a grossa manifestazione per far sentire la nostra voce e siamo contenti che almeno il Parlamento sostenga la nostra causa. Il Govenro non lo fa? Vedremo».
«Intanto il presidio che abbiamo cominciato va avanti e stiamo contattando tutte le diverse associazioni e comitati sul territorio nazionale per decidere quali iniziative intraprendere - conclude Favilla - Ci stiamo già pensando nella previsione che il Governo tenga ferma la posizione già comunicata ai gruppi parlamentari».
Insomma, anche se i parlamentari hanno tutto il diritto - glielo consente la Costituzione - di votare e di tramutare in legge quello che vogliono, i toni dello staff di Palazzo Chigi sono stati chiari: su quel decreto siamo pronti a mettere la fiducia. Il che significa blindarlo: difficile, infatti, che deputati e senatori affossino il testo, facendo cadere il governo. E ricordiamo, anche se forse non ce n'è bisogno, che se salta la possibilità di rivedere l'intera questione in Parlamento per i balneari non restano più vie d'uscita: dal 1º gennaio 2016 le concessioni, oggi in mano agli stabilimenti, andranno all'asta. Cancellando la galassia dei bagni della costa ApuoVersiliese per come la conosciamo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
