La manifestazione
Proteste a Dogana, tutti contro il Comune
Dito puntato su quella che viene definita «una tragedia annunciata» da parte dei residenti
ORTONOVO. Il Parmignola ancora tristemente protagonista: dopo aver abbattuto, quindici giorni fa, l’argine del Muraglione in località Battilana, inondando d’acqua la zona ovest di Marina di Carrara, il canale è uscito nuovamente dal suo alveo, provocando numerosi danni a Dogana di Ortonovo.
«Era una tragedia annunciata»: lo hanno ripetuto all’unisono i residenti di Dogana, mentre continuavano a spalare l’acqua e il fango che il torrente Parmignola ha riversato sull’Aurelia. Quella che è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì scorsi non è stata una vera e propria esondazione: gli abitanti spiegano infatti che il Parmignola, questa volta, non ha “rotto gli argini” ma li ha letteralmente “saltati”, a causa del tappo che i detriti hanno formato in prossimità dei due ponti situati nella zona.
«C’erano ancora i detriti della precedente alluvione e si stavano accumulando altri tronchi - racconta Salvatore Zimile, residente della sponda ligure del Parmignola - su questo torrente c’è un incrocio di competenze tra Comuni, Regioni, Unione dei Comuni e Ferrovie dello Stato: tutti addossano le responsabilità agli altri e alla fine non si fa niente» spiega Zimile. Un rimpallo di responsabilità che secondo i cittadini di Dogana ha prodotto la catastrofe di queste ore: i lavori sul ponte sulla strada provinciale, effettuati proprio per abbattere il rischio idraulico, sono stati vanificati vanificato dalla scarsa manutenzione sul torrente e dal mancato intervento sul ponte delle Ferrovie dello Stato, dove il corso d’acqua trova un vero e proprio imbuto. E mentre i residenti stanno valutando l’ipotesi di riunirsi in comitato per presentare un esposto alla magistratura, sull’altra sponda del Parmignola, quella carrarese, Tomas Gasiorek, polacco da 26 anni in Italia, non ha dubbi: «La colpa è tutta del Comune di Carrara. Ci hanno lasciati soli e nonostante le nostre ripetute segnalazioni non sono mai venuti a pulire il torrente». Gasiorek racconta di aver chiesto un intervento del municipio carrarese non più tardi di lunedì mattina: «Ho detto loro di venire a togliere i tronchi e il fango che erano qui da 15 giorni, ma niente, non mi hanno dato retta e questo è risultato» spiega l’uomo, mostrando il pian terreno della sua abitazione completamente invaso dal fango.
Cinzia Chiappini
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