Proteste
Parmignola, lavori alla foce
Zubbani: partiranno dal ponte ferroviario. Rossi: le manutenzioni vanno migliorate
CARRARA. A Gragnana la viabilità che era stata compromessa da frane, ieri è stata riattivata, mancano solo piccoli interventi su canali; il Comune ha chiesto alla Provincia di verificare tutta la strada. Si lavora a Sorgnano e nella zona del Pizzutello dove è stata erosa dalle acque una parte sottostrada. La Protezione civile ha enorme richiesta di sacchetti di sabbia da parte dei cittadini: ha esaurito la scorta di settecento, ne ha ricomperati altri 1.500 e poi ancora 900, che probabilmente andranno nuovamente a esaurimento. Il territorio è terrorizzato dal fatto che nel giro di due settimane ha subito due alluvioni che secondo quanto esperti hanno comunicato al sindaco Angelo Zubbani, hanno avuto carattere duecentennale.
Così ieri Zubbani, assieme al governatore della Regione Enrico Rossi, arrivato a Carrara direttamente da Bruxelles, per visitare le aree alluvionate, ha fatto il punto sulla situazione. Anche ieri notte l’Aurelia al confine verso Sarzana e la Litoranea al confine verso Marinella sono rimaste chiuse al traffico. Chiuso l’accesso a via Delle Pinete verso Massa. «A seguito di ciò, per molti diventa obbligatorio prendere l’autostrada, per cui se permane l’emergenza, chiederemo alla Salt – ha annunciato il sindaco – di non far pagare la tratta fra Carrara e Massa».
Entro sabato dovranno essere consegnati alle autorità competenti i progetti per le arginature del Parmignola, i cui lavori dovranno iniziare entro quest’anno, col finanziamento di 4 milioni (e i lavori per il ponte di via Fabbricotti che coinvolge anche la Liguria). Questa volta l’alluvione ha colpito anche Battilana alta dopo che il Parmignola è esondato all’altezza del ponte delle Ferrovie. «I tecnici hanno chiesto – ha detto il sindaco – uno stralcio del progetto, per poter fare subito interventi fra il ponte Rfi e la foce». Dovrebbero avviarli da oggi. «La manutenzione è cruciale – ha dichiarato Rossi, in vista del tavolo ministeriale – e noi come Regione abbiamo due leggi ad hoc: la 21/12 con il divieto di edificare nelle aree a elevato rischio idraulico (mille chilometri quadrati in Toscana), e la legge che porteremo in consiglio regionale entro dicembre, sulle manutenzioni, cioè sulla riorganizzazione dei consorzi di bonifica: li porteremo da 26 a 6 secondo l’assetto dei bacini idrologici, e a questi consorzi andranno poi date le risorse, per cui tutti i toscani dovranno pagare il contributo di bonifica, per portare il budget che ora è di 60 milioni annui a 100 milioni». Verranno definiti i torrenti di interesse rginale, attribuendo compiti sulle manutenzioni. Poi ha aggiunto: «Lo stato generale di manutenzione dei corsi d’acqua non è adeguato e va migliorato. Secondo studi, se il fiume fosse stato più pulito dalla vegetazione davanti ad Aulla, l’effetto alluvione sarebbe stato sensibilmente diverso». Rossi ha ricordato la richiesta della Regione allo Stato per avere finanziamenti: 150 milioni in 3 anni, con poteri alla Regione per interventi anche di prevenzione atti a diminuire il rischio idraulico. «Un piano sobrio, nello spirito della spending review, “Dateci i soldi e si risparmiano i danni”. Ora ci sono 100 milioni da spendere presto per le somme urgenze e le prime messe in sicurezza del territorio, «ma non dimentichiamo le famiglie danneggiate né le aziende». Il piano di aiuti che Rossi porta avanti: un fondo di un milione per le famiglie, fino a 5mila euro per ogni caso, in base al reddito Isee (ma accorre la copertura statale). E convenzioni con le banche per aiutare le imprese. Rossi ha inoltre chiesto la detassazione per le aree alluvionate e poteri alla Regione per eliminare le tombature che ostacolano il deflusso delle acque. Insomma un pacchetto di iniziative della Regione per non lasciare soli gli alluvionati. «Rifaremo gli argini al Parmignola, faremo interventi su Bonascola, e nella zona a mare; in quanto ai ponti ferroviari troppo bassi, quello sul Carrione sarà sottoposto a lavori a partire da gennaio». Infine la richiesta al governo per il riconoscimento dello stato di emergenza per la Toscana alluvionata. «Apprezziamo come Carrara si è mossa sul disastro. Ora cccorre attrezzarci tutti ai cambiamenti climatici».
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