Il Tirreno

«L’impianto di insacchettamento è fermo»

«L’impianto di insacchettamento è fermo»

Il sindaco Pucci nega ritardi nella consegna: ne abbiamo distribuiti 1.200. Benedetti: «Dilettanti»

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MASSA. Quando al sindaco Pucci è stato chiesto conto, ieri in consiglio comunale, dei ritardi nella consegna dei sacchetti di sabbia, lui ha detto che in realtà ne erano stati distribuiti mille da parte del Comune e duecento da parte della Protezione civile. Ma ha anche detto che l’impianto di insacchettamento della Provincia era fermo per un guasto. Ovvero chi li voleva se li doveva riempire. Per i cittadini qualcosa non ha funzionato, sia per il numero di sacchetti messi a disposizione (a Carrara nelle due alluvioni ne sono stati distribuiti novemila e pieni) sia per la preparazione degli argini artificiali che le persone volevano mettere a protezione delle loro case.

Polemico il consigliere comunale del centrodestra Stefano Benedetti con la macchina organizzativa. Tanto da scrivere al prefetto Giuseppe Merendino. «A tutte le problematiche già emerse in questo periodo sull'alluvione aggiungiamo il dilettantismo dimostrato dalla Protezione civile e soprattutto dal settore del Comune di Massa nel gestire per via preventiva lo stato di allerta proclamato nella giornata di martedì, ci rendiamo conto di essere nelle mani di nessuno. La domanda di quasi tutti coloro che si rendevano conto di poter correre dei rischi, essendo già stati danneggiati nei giorni scorsi, era concentrata prevalentemente sui sacchi di sabbia che il Comune si era impegnato a mettere a disposizione per tutti coloro che ne avessero fatto richiesta»

«I sacchetti di sabbia - continua l’azzurro - sono uno strumento indispensabile per frenare l'avanzata delle acque e quindi per evitare gli allagamenti». E conclude: «Per dare un'idea della disorganizzazione totale, basta pensare che nella sede delle associazioni di Protezione civile di via Ricortola (ex scuola elementare), soltanto ieri mattina si stavano confezionando i sacchi, cioè in pratica il lavoro viene svolto il giorno dopo. Mi è stato riferito da alcuni funzionari del Comune che i problemi sono tanti e che non è facile affrontare queste emergenze e allora io gli rispondo che se non sono capaci di svolgere questa attività, abbiano almeno la dignità di dimettersi».

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