Il dolore
«È stata la notte in cui ho creduto di morire»
Italia Cini è stata salvata con un canotto: in casa e fuori tutto galleggiava Officina devastata. Via Giovan De Rossi una strada di fango
CARRARA. Avenza est è stata colpita duramente dall’alluvione dell’altra notte. Ha subito la piena del Carrione che è esondato all’altezza del ponte sull’Aurelia dove è crollato un pezzo di argine presso il ponte dell’Aurelia, e più a valle. Diluvio dal cielo. La fiumana si è incanalata fra case e strade. Ieri mattina in via Giovan De Rossi gli abitanti spalavano chili di fango, accumulandolo lungo i bordi stradali, in attesa che qualche ruspa lo portasse via, allontanando così il rischio che nuove piogge lo rispargessero dentro le case.
Fra le situazioni drammatidue riguardano una casa e un’attività produttiva nei pressi dell’incrocio fra via Nardi (prolungamento a nord di viale Zaccagna, che sbocca in via Passo Volpe) e via Massa Avenza. «Ho creduto di morire» racconta ancora sotto choc Italia Cini, 74 anni , che ha avuto la casa invasa da due metri circa di acqua. L’hanno salvata raggiungendola con un canotto nella notte.
«Mi sono proprio spaventata a morte. Due settimane fa, di acqua ne è arrivata di meno. Questa volta ho visto che fuori dalla mia casa tutto girava vorticosamente: i vasi di fiori, le piante. E’ crollato il muro dietro la mia casa, e quello di fianco. Erano circa le 23 quando mi sono affacciata. Fuori c’era un fiume, ho preso il mio cane e mi sono rifigiata in camera. L’acqua entrava veloce e mi sono detta “qua arriva al tetto”. allora mi sono affacciata alla finestra e ho gridato ””Aiuto!”».
Sono accorsi i vicini, l’amica Marella Marchi, uomini della protezione civile che verso le 3 di notte l’hanno prelevata con un gommone. «Io, il mio cane e il necessario. Ero zuppa, infreddolita, credevo di morire». E’ stata accolta da amici. «Ho perso tutto, non avevo mai avuto un’esperienza così».
Ma nonostante cio, pensa anche agli altri: «Poveracci quelli dellla protezione civile, non avranno neppure mangiato per soccorrermi. Hanno sprangato le porte e le finestre della mia casa, mi hanno detto che dentro, tutto galleggiava, anche gli elettrodomestici. Nel freezer avevo mezzo i pollio per Natale...».
In via Nardi Giuseppe Chelotti guarda con sgomento l’occifina meccanica per la riparazione di macchinari per il marmo gestita dal figlio Simone. «Due settimane fa non abbiamo subito danni, ora invece l’acqua ha sfondato il muro, è venuto giù un fiume dal lato monte, ora tutti i macchinari sono fuori uso. Ci sarà un danno di almeno diecimila euro. Acqua anche nell’ufficio. Spero che fra otto o dieci giorni si possa riprendere l’attività». Ieri mattina c’era una idrovora che pompava l’acqua dal piazzale e dall’officina, ma lo svuotamento sembrava non dovesse mai finire.
In via Giovan De Rossi Edda Menconi, 76 anni, racconta che è la seconda volta in due settimana che l’acqua le invade la casa. «Il Carrione è passato di qua,come nel 2003». Per mettersi al sicuro è andata al piano superiore.
Nella strada gli abitanti spalano il fango. Danni nella zona di Via Ilice.
Avenza est sembra un grande cantiere aperto per qualche importante opera urbanistica. Purtroppo i mezzi di soccorso, gli operai, la gente a spalare, sono il quadro di un disastro.
Fra i residenti, si parla dei danni subiti da questa o quell’altra persona. O da questa o quell’altra azienda.
C’è aria di solidarietà, in quella piccola strada dove tutti si conoscono, e si aiutano.
Un esempio di ciò che sta accadendo in altre strade del territorio devastate dall’alluvione 2 di questo 2012 che sta per finire. Strade dove le persone che magari prima d’ora non si erano mai salutate, cominciano a conoscersi accomunate dal fango che indistintamente colpisce e rende tutti uguali. Pochi giorni fa, pompavano acqua da case e scantinati, accatastavano masserizie rese inutilizzabili dal fango, le oaservavano mentre i mezzi del’Amia se le portavano via in discarica. E scambiavano anche qualche battuta, tanto per tirarsi su il morale. Ieri, dopo la seconda alluvione in poco tempo, erano di nuovo in strada, a pompare via l’acqua, aiutati dagli uomini e dalle donne della protezione civile: sul territoriuo una cinquantina di volontari delle associazioni locali, più 80 venuti da fuori (la colonna mobile regionale a cui se ne aggiungeranno altri in arrivo).
La macchina della portezinoe civile ci è anche occupata di 60 sfollati, ma di tutti quelli portati al centro di raccolta presso la Imm, ieri ne erano rimasti solo 11, mentre gli altri avevano trovato ricovero presso parenti e amici.
E ieri sera il sindaco Asi apprestava a lanciare un ennesimo messaggio telefonico alla popolazione, per l’allerta meteo fino alle maezzanotte di oggi.
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