Il Tirreno

Torna l’allarme alluvione rischio nuove esondazioni

Torna l’allarme alluvione rischio nuove esondazioni

Territorio ancora fragile, argini provvisori, fiumi non puliti: un mix pericoloso Scattato l’allerta telefonico ai cittadini, si mobilita la Protezione civile

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MASSA. Torna l’incubo alluvione. E a risvegliarlo è una telefonata prima ancora che le nubi minacciose. Ieri il Comune ha attivato l’Alert System, il sistema di telefonate automatiche per inviare messaggi urgenti ai cittadini per comunicare il probabile arrivo di una perturbazione con piogge intense, fino a 100 millimetri, vento forte e possibili allagamenti. Una comunicazione molto simile a quella che l’amministrazione civica non era riuscita a inviare (a differenza di quanto fece il Comune di Carrara) la notte tra il 10 e l’11 scorsi, quando i canali straripavano. Una comunicazione trasmessa a scopo cautelare ma, inevitabilmente, un po’ ansiogena “...Limitate gli spostamenti... salite, se possibile, ai piani superiori delle abitazioni, evitate i sottopassi e le zone allagate...», spiegava la voce registrata.

L’allerta meteo diffuso nel pomeriggio dal servizi idrogeologico della Toscana parlava di “criticità ordinaria” (livello di allerta 1) ma in serata il livello è stato alzato a “criticità moderata” (allerta 2).

Il picco della nuova ondata di maltempo è previsto per il pomeriggio di oggi ma la Protezione civile è mobilitata dalla notte di ieri. «Le previsioni parlano di 100-150 millimetri di precipitazioni sulle 24 ore. La notte del 10 caddero più di 250 millimetri e concentrati in poche ore. Da questo punto di vista, dunque, l’allarme è moderato», spiega l’ingegner Gianluca Barbieri, responsabile provinciale della Protezione civile. Il fatto che il sindaco abbia attivato l’allerta telefonico, prosegue, «non significa che la situazione di oggi sia peggiore rispetto all’11; si tratta di una misura preventiva».

Gli effetti delle piogge annunciate, tuttavia, possono sommarsi ai danni provocati dall’ultima alluvione, aumentando le criticità. «Certo, la falda è stata innalzata dalle precedenti precipitazioni, alcuni argini crollati sono stati sistemati solo provvisoriamente, molte tombinature e molti ponticelli non sono stati ripuliti, e nei corsi d’acqua ci sono ancora terra e legname. Insomma il territorio è ancora fragile e la situazione resterà critica finchè non saranno realizzati gli interventi strutturali di riduzione del rischio idraulico e idrogeologico», dice ancora Barbieri.

Il sistema della Protezione civile è comunque pronto per intervenire. Ieri notte la sala operativa è rimasta attiva, soprattutto per far fronte alle richieste di informazione della popolazione; 40-50 volontari erano in stand by pronti per ogni tipo di intervento;pronti a intervenire anche i mezzi: le idrovore in caso di allagamenti, ruspe e pale per intervenire sulle frane. Per il martoriato territorio massese e per la sua gente, ore di passione.(c.f.)

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